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Pescara, 09/04/2026
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10/03/2012
Il Centro
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Autoporto, cattedrale nel deserto. Costato 33 milioni e mai aperto, è oggi territorio per vandali e bivacchi |
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Non basteranno 50 mila euro per riparare i danni realizzati durante l’ultimo raid Appello alla Regione SAN SALVO. Non basteranno 50mila euro per riparare i danni provocati dai vandali all’Autoporto di Piana Sant’Angelo. L’ennesimo scempio compiuto nei giorni scorsi si aggiunge ai problemi provocati dalle precedenti incursioni. Il centro di smistamento merci, da ipotetico volano dell’economia, è diventato teatro di continui bivacchi notturni. L’impianto, costato 33 milioni di euro, sprofonda nel degrado. Il consilgliere regionale del Pd, Claudio Ruffini, interroga il governatore Chiodi per conoscere le intenzioni della giunta. «È necessario sapere se la Regione è intenzionata ad affidare in gestione l’autoporto del Vastese, così pure quello di Roseto, prevedendo lo strumento del progetto di finanza al fine di consentire il necessario apporto dei privati». Ruffini annuncia una proposta di legge che modifica la legge 28 del 2002 con lo scopo preciso di assicurare l’attivazione degli autoporti abruzzesi. «Basta cattedrali nel deserto e sperpero di denaro pubblico per realizzare opere mai funzionali e utilizzabili», rimarca l’esponente del Pd invocando l’avvio urgente di un bando per la gestione degli autoporti. «Le strutture vengono aggredite dall’usura del tempo e dai vandali». Prima del consigliere del Pd, la questione era stata sollevata qualche settimana fa dai consiglieri Nicola Argirò (Pdl) e Paolo Palomba (Idv). Le industrie del Vastese hanno bisogno dell’autoporto. L’impianto distribuito su una superficie di 83.500 metri quadrati è dotato di una cinquantina di piazzali per i tir, magazzini, uffici e uffici al servizio delle imprese. Inaugurato l’8 settembre 2008 alla presenza dell’ex ministro Remo Gaspari e del presidente regionale di Confindustria, Riccardo Marrollo, è stato chiuso dopo qualche giorno e da allora non ha mai più riaperto. I cancelli sbarrati non impediscono ai teppisti di divertirsi a insozzare e distruggere. I danni non si contano più. I resti dei bivacchi sono ovunque. Ogni giorno, si scopre una nuova ferita. Per fare l’autoporto ci sono voluti ventuno anni ma in meno di 12 mesi, se si andrà avanti di questo passo, sarà completamente distrutto. «La cosa più grave è che tutto questo avviene nella totale indifferenza dei rappresentanti regionali», accusa Palomba, «non solo il governatore Chiodi non dà più nulla al Vastese, ma ci toglie anche quel che avevamo: scuole, ospedale e infrastrutture al servizio delle industrie». La posizione geografica inserisce l’autoporto al centro di tre grossi agglomerati industriali: Val di Sangro, Piana Sant’Angelo, Punta Penna. Una legge del 2002 autorizza la giunta a promuovere la costituzione di una società in forma mista, a prevalente capitale privato. «La Regione non si decide a formalizzare nessuna forma di gestione» protestano i consiglieri del Vastese. «Nel 2010» ricordano Argirò e Palomba «è stata varata una legge che vieta ai Comuni con popolazione inferiore a 30 mila abitanti (quindi anche San Salvo) di costituire una società per la gestione. Deve quindi intervenire necessariamente la giunta. È indispensabile e doveroso farlo per il rilancio economico del comprensorio», insiste Palomba raccogliendo l’appello degli industriali. «L’assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, due anni fa, aveva promesso di occuparsi degli autoporti. L’auspicio è che riesca ad attivare a breve le procedure per l’affidamento in gestione di questa struttura», ricordano gli operatori di San Salvo. «In caso contrario», avvertono, «siamo intenzionati a chiedere l’aiuto di Striscia la notizia».
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