AVEZZANO - È partita ieri da un bar del centro cittadino su via Corradini la campagna elettorale in vista delle prossime amministrative di Italo Cipollone, candidato sindaco del Popolo della Libertà, primario di Pediatria all’ospedale civile di Avezzano. La presentazione alla stampa segue quella di Gianni Di Pangrazio avvenuta a Palazzo di città l’altro giorno.
All’esordio politico nella sua città Italo Cipollone è stato accompagnato dal senatore Filippo Piccone, coordinatore regionale del Popolo della Libertà, dal Presidente della Provincia Antonio Del Corvo, dai coordinatori provinciali Pdl Emilio Iampieri e Massimo Verrecchia, dal sindaco di Avezzano Antonio Floris, dal consigliere regionale Walter Di Bastiano, dal capogruppo Pdl in Provincia Armando Floris. È stato Piccone a lanciare la candidatura (per poi cedere la parola a Cipollone) spiegando perché la scelta sia caduta proprio su quel candidato: «Un uomo nuovo che non ha a che fare con la politica ufficiale - ha detto Piccone -, ho la sensazione che la gente non riesca più a seguire i risvolti complicati di un’azione amministrativa che si fa sempre più complessa. Allora è questa la ragione per la quale abbiamo scelto non certo il primo venuto ma uno che non è un professionista della politica».
Poi Cipollone. Simpatica e ben scelta la sua prima affermazione con la quale ha varato il suo discorso: «Io? Ho fatto nascere diciottomila avezzanesi». Insomma per una città che ora va verso i cinquantamila un bel record. Se tutti i neonati potessero votare, Cipollone avrebbe la vittoria in tasca. Il candidato sindaco ha poi molto candidamente elencato i punti dolenti di una città che lui vorrebbe cambiare dimenticando che, insomma, fino a ieri la stessa città è stata governata da uno del Pdl. Un bel discorso, però, candido come la neve (che però a volte si trasforma in un grosso ingombro, anche politico). Poi ha concluso Piccone, assestando qualche sapiente battuta contro i tecnici distinguendo che non ce l’aveva con Monti e il suo Governo.
Operando la ovvia sottrazione di tecnico ne rimane uno: Di Pangrazio, appunto, anche se Piccone ha evitato di pronunciare quel nome. La presentazione è finita con un aperitivo.