VASTO - E’ a rischio la poltrona di Franco Caramanico in Consiglio regionale? A sfilarla all’esponente di Sel ci proverà, fino all’ultimo, Giuseppe Forte, che alle elezioni del 2008, quando erano entrambi Pd, fu bruciato sul traguardo per soli 33 voti. E poco male se la legislatura volge al termine: il Tar dell’Abruzzo, fanno sapere adesso gli avvocati Giuseppe Gileno e Vincenzo Mastrangelo, ha disposto infatti il nuovo conteggio dei voti.
Presidente del Consiglio comunale di Vasto, Forte era risultato il primo dei non eletti nella lista del Partito democratico della circoscrizione di Chieti: bruciato da Caramanico per un pugno di preferenze, aveva chiesto e ottenuto dai giudici amministrativi la riconta dei voti. «Una verifica allora parziale -osservano i legali- , al termine della quale erano state riscontrate gravi irregolarità in diverse sezioni elettorali di Vasto. Irregolarità gravi e accertate, per le quali era stata informata anche l’autorità giudiziaria, invitata a indagare su ipotesi di fatti penalmente rilevanti, connessi proprio al difetto di corrispondenza tra il numero dei votanti e quello delle schede scrutinate». Ipotesi, queste, naturalmente del tutto estranee a Caramanico, che, proclamato eletto, andò a occupare lo scranno all’Emiciclo coi galloni del partito di Bersani e Paolucci prima di aderire a Sel e di approdare nel gruppo misto. E il fatto che oggi rappresenti il partito di Vendola e Melilla brucia molto ai democrat, una decisione che anche a Vasto ha lasciato scorie e malumori nella maggioranza di centrosinistra.
Forte, che all’Emiciclo c’era stato un mese o poco più rilevando Antonio Boschetti, sospeso dopo Sanitopoli (anche allora come primo dei non eletti nella Margherita) era stata esplicito nella sua rabbiosa reazione a caldo. Prim’ancora del cambio di casacca del collega di Guardiagrele: il sindaco Lapenna e gli uomini di Sel non gli avevano dato una mano, facendo votare a Vasto Anna Suriani (oggi assessore all’ambiente), che portò in dote a La Sinistra un pingue bottino, dietro solo a Walter Caporale. Acqua passata. Sentite ancora i legali di Forte: «I giudici amministrativi decisero di respingere il ricorso, ma la decisione venne impugnata al Consiglio di Stato che, annullandola, ha disposto il rinvio della causa al Tar dell’Abruzzo. Ora, in diversa composizione, il collegio ha ordinato di estendere la verifica anche alle altre sezioni per le quali era stata denunciata l’erronea, mancata attribuzione di numerosi voti di preferenza espressi dai vastesi in favore di Forte». Per i legali la decisione «è significativa, perché rivela la seria attendibilità delle gravi irregolarità denunciate dal loro assistito». Caramanico o Forte, dunque? Come sul ring: fuori i secondi.