La mistificazione della realtà in questi tre anni ha prodotto solo il blocco dei lavori
L’AQUILA. «Vorrei sempre evitare polemiche pretestuose ma, nell’interesse della città, sono costretto a puntualizzare i dati e le mie affermazioni. Solo partendo da dati oggettivi, infatti, si possono risolvere i problemi». A parlare è il sindaco Massimo Cialente, deciso a rispedire al mittente, ovvero al commissario per la ricostruzione e presidente della Regione, Gianni Chiodi, l’accusa di avere inviato dati “taroccati” al ministro Fabrizio Barca.
«Al contrario», continua Cialente, «mascherando o sottacendo i dati oggettivi si persevera in un delittuoso atteggiamento che, complice l’abbandono della città da parte del governo Berlusconi, ha fatto sì che la ricostruzione pesante sia ferma e nulla sia accaduto, neanche un centesimo investito, per il rilancio economico e produttivo».
CASE E. Rimanendo al verbale della Commissione parlamentare nel giorno dell’udienza del ministro Barca, per Cialente «i dati in esso riportati nascono dalla mistificazione che compie la Struttura tecnica di missione, inserendo nella ricostruzione delle E dati relativi alla riparazione delle B e C. Una ricostruzione condotta rapidamente, per oltre 9.500 unità immobiliari, dal Comune, allorquando la filiera Fintecna-Reluis-Cineas, da noi diretta, operò con sufficiente celerita. La verità è che la Stm fornisce dati confusi per mascherare il suo totale insuccesso, anzitutto nei 15 mesi persi per la stesura delle linee guida per le E delle periferie e poi nel pasticcio combinato nell’organizzazione dei lavori della filiera. Questi sono dati oggettivi! Se pure dovessimo avere l’approvazione dei contributi per tutte le 8.500 pratiche (cosa della quale dubito) è chiaro che la fine dei lavori delle E a questo punto andrebbe a metà 2013 inizi 2014: 5 anni per riparare le case E della periferia!».
CENTRI STORICI. Per il sindaco, altro esempio lampante dell’insufficienza ed inefficacia della Struttura di missione, «è il fatto che ancora non vi sia certezza di chi esaminerà le 15 mila pratiche relative alle unità immobiliari dei centri storici. Se non dovesse farlo la filiera, chi lo farà? Perché non si è provveduto a creare e a preparare la struttura alternativa, proposta dal Comune dell’Aquila, nel settembre 2012? Chi risponde di questa incuria? Ritardi che si traducono nel disagio dei cittadini, nella loro rabbia, nei costi ormai insostenibili dell’assistenza, nella esiziale mancanza di alloggi per gli studenti universitari».
COMUNICAZIONE. «Poiché sono abituato a parlare con i dati» aggiunge Cialente «rinvio nuovamente al verbale della Commissione territorio della Camera dei deputati. In quanto alla scarsa informazione ai cittadini, mi chiedo cosa si dovrebbe comunicare, qual è il tanto fatto. E chiedo a Chiodi di quanti altri addetti stampa ha bisogno, oltre agli otto in servizio alla Struttura di gestione per l’emergenza, per renderci noti i grandi successi di questi anni».
PIANI RICOSTRUZIONE. «E aspetto di conoscere per quale motivo Chiodi e la Provincia siano stati assenti all’avvio della conferenza di servizi per l’approvazione del nostro piano di ricostruzione, atto che ritengo gravissimo. Tra l’altro il suo candidato sindaco Giorgio De Matteis, afferma ripetutamente che Chiodi si sarebbe già voluto dimettere da commissario e che starebbe restando solo per approvare i Piani di ricostruzione. Allora, perché dei 23 piani presentati ancora nessuno, a distanza di mesi e mesi, ha raggiunto l’intesa? Perché non partecipa alle conferenze di servizio? La verità è che l’architetto Fontana non vuole raggiungere l’intesa per gestire lui con Chiodi la ricostruzione».
SCUOLE. Quindi, il capitolo scuole. «Mi chiedo» dice Cialente «perché i soldi destinati all’Aquila, siano andati in tutte le altre città abruzzesi, anche non colpite dal sisma, e perché al Comune dell’Aquila siano stati dati solo 12 milioni di euro a fronte dei 45 necessari, giacché 6 milioni sono fondi non del commissario ma del Pd (legge mancia)».
RAPPORTI COL GOVERNO. Infine, la replica all’accusa di aver preso le distanze dal governo. «Come già avvenuto con il governo Berlusconi, io giudico gli atti in rapporto agli interessi della mia città, che vengono prima di tutto. È necessario aspettare gli atti di questo governo prima di lanciarsi in manifestazioni di apprezzamento o - se necessario - in dure contestazioni. Tutto ciò perché noi aquilani sappiamo di essere stati abbandonati a noi stessi. Ritengo che tutti noi abbiamo il dovere di difendere la città da chi non solo non risolve i problemi ma li crea. Se qualcuno sta prendendo le distanze» chiude Cialente «è piuttosto il governo che ormai ha difatto dimissionato la Struttura commissariale, prendendo atto del suo fallimento».
LOLLI INCONTRA IL PRC.
Intanto, in vista delle elezioni, il parlamentare del Pd, Giovanni Lolli ha incontrato Rifondazione comunista che ha lanciato due proposte al cartello del centrosinistra. «Si tratta della collegialità delle scelte amministrative e una forte attenzione ai problemi di gestione e tutela del territorio. Proposte ragionevoli e giuste» è il commento di Lolli che ha suggerito ai partiti che hanno partecipato alle primarie «di incontrare il Prc partendo da un confronto programmatico».