TERAMO. Corse di bus soppresse nel quartiere di Colleatterrato basso. La denuncia arriva dai residenti del quartiere teramano, che denunciano il problema e chiedono interventi.
Da Berardo Focina riceviamo e pubblichiamo: «Sono un cittadino di Teramo, esattamente del quartiere Collatterrato Basso. Vi scrivo per segnalare che da circa una settimana in modo del tutto irrazionale, sconsiderato e senza comunicazione alcuna è stata soppressa una fermata della linea 1 (direzione Teramo-Collatterrato Basso) del servizio pubblico gestito dalla Staur (gruppo Baltour). La fermata in questione è quella in prossimità della nuova rotatoria che smista il traffico da Collatterato Basso verso Collatterrato Alto e San Benedetto in Chartulis (zona Centro Postale Operativo). La fermata per la direzione Colleatterrato Basso -Teramo fortunamente è rimasta. Abito a Colleatterrato Basso. dal 1978, all’epoca avevo 12 anni ma ricordo benissimo che un nutrito gruppo di casalinghe fece una lunga battaglia affinchè l’autobus da Villa Pavone deviasse e venisse a servire una nuova e popolosa zona della città. Ci riuscirono e da allora il capolinea si spostò a Colleatterrato Basso. Ciò evitò che le donne che dovevano andare in centro, o anche solo a Villa Pavone, a fare la spesa quotidiana (a Colleatterrato Basso allora, oltre al vecchio paese, non c’era uno straccio di alimentari) non dovessero percorrerre a piedi circa un km per raggiungere la prima fermata bus utile. Lo stesso fu per i ragazzini che andavano a scuola. Ora, per la decisione presa da chissà chi, si è venuto a creare disagio agli studenti a ed ai moltissimi anziani che quotidianamente usano questo servizio (voglio ricordare anche che per una questione di costi sono state soppresse tutte le corse dei giorni festivi). Ieri mattina ero alla fermata per recarmi in centro e tra i vari commenti della gente ho sentito dire che la decisione o era della motorizzazione perchè la fermata è in zona pericolosa in quanto in prossimità di una curva (falso) o che gli abitanti di San Benedetto in Chartulis avevano sottoscritto una petizione perchè i bus arrivavano da loro colmi di passeggeri e quindi non trovavano posto (altrettanto falso). Per l’ennesima volta si dimostra che in Italia basta che qualcuno si svegli con la luna di traverso perchè vengano tolti servizi a cui si ha diritto perchè almeno noi che usiamo i bus, oltre agli studenti, siamo tutti lavoratori e pensionati. Le tasse le paghiamo affinchè questi stessi servizi possano essere erogati».