Il sistema ferroviario va incentivato se non privilegiato per sostentere il turismo
Gentile direttore, la riflessione sul turismo in Abruzzo, proposta nell’editoriale di venerdì 9 marzo da Angelantonio Rosato stimola necessariamente un approfondimento e un tentativo di delineare alcune linee operative da parte di chi, avendo responsabilità politiche e amministrative, deve dare risposte alle esigenze di crescita e di sviluppo della nostra regione.
L’aneddoto raccontato nell’intervento di Rosato ci conferma come vada ripensata in fretta la scelta strategica operata a livello centrale e regionale in materia di trasporti: la ferrovia rimane, soprattutto per l’utenza proveniente dall’estero, dove il treno è il mezzo privilegiato per la movimentazione turistica e commerciale, il principale veicolo di collegamento con le piccole e grandi località della nostra multiforme regione che può offrire davvero centinaia di possibilità a colui che, giungendo a Roma per ammirare le bellezze eterne della nostra civiltà, voglia aggiungere alla propria vacanza un elemento di relax naturalistico e paesaggistico a poca distanza dalla Capitale. Convinto di questo, ritengo sia opportuno che il trasporto regionale su ferro torni a essere incentivato, se non addirittura privilegiato, con un potenziamento delle linee, delle offerte e della possibilità di un sistema di scambi e coincidenze che permetta di raggiungere le incantevoli località del nostro Abruzzo interno agevolmente e le principali stazioni marittime e sciistiche in tempi ragionevoli. La via ferrata, invece, negli anni, è diventata la Cenerentola dei trasporti in Abruzzo: corse soppresse, accorpamenti di servizi e soprattutto l’irrisolto problema della vetustà della linea Pescara-Roma, che costringe chi sceglie il treno per giungere nel capoluogo adriatico a sobbarcarsi un viaggio di non meno di tre ore. Tuttavia, non basta migliorare il sistema dei trasporti per essere pronti ad accogliere un turismo che cerca relax, ma anche qualità e varietà dell’intero indotto che un territorio può offrire. Al di là dei servizi primari per i turisti (alberghi, ristoranti, strutture di supporto, stabilimenti balneari, impianti sciistici, offerte integrate), occorre che tutto il comparto che ruota attorno a una località di interesse sia pronto per accogliere e indirizzare coloro che vi giungono: penso ai bar, ai negozi, alle tabaccherie, i cui esercenti devono essere formati adeguatamente, così da poter essere di supporto per promuovere il territorio e indicare le migliori proposte dell’intero sistema economico e produttivo locale. Solo dopo aver integrato in questa maniera trasporti, logistica, servizi, si potrà partire con una campagna di promozione che possa incontrare i potenziali turisti direttamente nei luoghi di residenza, affidandosi non solo a pubblicità e cartellonistica, ma sfruttando le potenzialità di internet e il contatto diretto sul territorio, prendendo spunto dai numerosi e interessanti esempi che ci vengono dagli attivissimi promoter delle Dolomiti, alle cui montagne spesso le nostre vengono giustamente paragonate.
La strada è certamente lunga, non priva di difficoltà, ma per riuscire a percorrerla interamente e dare all’Abruzzo un vero sistema turistico integrato, la politica dovrà individuare professionalità adeguate e preparate per governare questo processo, andando oltre i carrozzoni e le consulenze affidate con criteri che non premiano la meritocrazia ma l’appartenenza. La ringrazio, infine, della funzione di pungolo, essenziale, che il quotidiano da Lei diretto svolge nei confronti della politica, cui compete l’analisi delle situazioni e soprattutto l’individuazione delle soluzioni e delle scelte da compiere per lo sviluppo del nostro Abruzzo.
(*) PRESIDENTE PROVINCIALE UDC (CH)