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Pescara, 05/04/2026
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13/03/2012
Il Messaggero
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Lusi, indagati i commercialisti «Truccavano i bilanci del partito» Per i pm, artifici contabili per eludere i controlli della Margherita |
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Nella stessa sede lo studio dei due fiscalisti e la società del senatore ROMA - Non faceva tutto da solo, secondo i pm, il senatore Luigi Lusi accusato di appropriazione indebita per aver sottratto 22 milioni di euro alla Margherita mentre amministrava i soldi del partito. E’ questa l’ipotesi a cui lavora la procura di Roma che nei giorni scorsi ha deciso di iscrivere al registro degli indagati anche il nome dei commercialisti Mario Montecchia e del suo socio di studio Gaetano Sebasti. La loro sede, in via Treviso, era anche quella della società Ttt srl ovvero della ditta attraverso cui Lusi faceva transitare i soldi sottratti al partito per poi destinarli all’acquisto di case, ai conti correnti in Canada o su quelli italiani intestati alla moglie Giovanna Petricone, indagata per riciclaggio e ricettazione. Secondo la procura sarebbero stati loro, i commercialisti, ad aiutare Lusi nell’escogitare gli «artifici contabili» con cui l’ex tesoriere cambiava le carte del bilancio, anche facendo sparire il nome della Ttt dalle voci in uscita. Di, per entrambi, l’accusa di concorso in appropriazione indebita. In particolare per Montecchia, l’iscrizione rischia di avere conseguenze anche sul piano dei rapporti interni all’ex partito. Il professionista è da sempre il commercialista della Margherita oltre ad essere parte del consiglio di amministrazione della società che edita il quotidiano di partito Europa, la Dlm. Un cda piuttosto ristretto, in verità: l’ultimo bilancio della Margherita pubblicato in Gazzetta ufficiale vede Lusi come presidente e Montecchia e Andrea De Concini quali unici due consiglieri. Recentemente, poi, Montecchia, è entrato anche nel collegio sindacale della Nuova iniziativa editoriale, la società che pubblica l’Unità. Prima di entrare nel dettaglio delle sottrazioni organizzate da Lusi, quando la somma del denaro preso dai cassetti del partito arrivava «solo» a tredici milioni di euro, i pm della procura di Roma Alberto Caperna e Stefano Pesci avevano anche convocato Montecchia per chiedergli la sua versione dei fatti. Il commercialista aveva in parte spiegato le operazioni gestite per conto della Ttt e quindi di Lusi - in particolare l’acquisto delle case e lo scudo fiscale per far rientrare il capitale accantonato in Canada - un po’ ammesso di aver intuito qualche stranezza ma soprattutto insistito sullo stesso concetto: «Forse intuivo qualcosa ma non avevo capito la gravità della situazione». Una versione dei fatti che fin da principio aveva lasciato perplessi i magistrati. Nei giorni scorsi la svolta, di cui parlava anche il decreto, che attende ora la conferma del gip Simonetta D’Alessandro, con cui sono state sequestrate la villa di Ariccia, cinque appartamenti in provincia dell’Aquila, e 700 mila euro sul conto della moglie di Lusi. Parlando degli «artifici contabili per eludere i controlli relativi alle somme convogliate verso la Ttt srl» messi in atto dal senatore ex pd. «Artifici - scrivevano i magistrati - senza dubbio posti in essere con la connivenza dei commercialisti che curvano la contabilità».
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