La classifica. Di Pasquale: siamo la città delle tasse. Brucchi: non è vero, l’Imu sarà bassa
TERAMO. L’aumento dell’addizionale Irpef finisce sulla ribalta nazionale.
Un’indagine del “Sole 24 ore“ colloca Teramo tra le sette città italiane che nel 2012 hanno portato l’imposta ai massimi livelli. Il Comune, come annunciato nei mesi scorsi, ha incrementato l’aliquota dallo 0.5% allo 0,8% con effetti che si ripercuteranno sulle prossime dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti teramani.
Per il quotidiano economico si tratta di un aumento da primato che fa entrare la città in un ristretto gruppo di centri su tutto il territorio nazionale che hanno innalzato ai livelli massimi l’addizionale.
In Abruzzo, oltre Teramo, c’è Chieti a guadagnarsi un posto nella graduatoria, con il passaggio dallo 0,65% allo 0,8%. La stessa variazione in crescita dello 0,3%, stando sempre al “Sole 24 ore“, è stata prevista a Catanzaro, mentre Agrigento, Carbonia e Macerata hanno accresciuto l’aliquota dello 0,2%. Il dato peggiore è quello di Sanluri, in provincia di Medio Campidano in Sardegna, che s’impenna dallo 0,4% allo 0,8%. Teramo, nella scheda del “Sole 24 ore“, è in ordine alfabetico all’ultimo dei sette posti ma l’incremento calcolato dell’Irpef è di poco inferiore rispetto a quello della città sarda.
Il sindaco Maurizio Brucchi, però, legge in maniera diversa le percentuali riportate dal quotidiano economico. «La classifica prende in considerazione anche l’Imu, oltre all’Iperf», sottolinea, «che a Teramo non subirà alcun aumento».
La nuova imposta, che sostituirà l’Ici, verrà introdotta con l’aliquota più bassa tra quelle che saranno fissate dal governo. Per il primo cittadino, dunque, la situazione fotografata dal “Sole 24 ore“ non rappresenta un record negativo. Brucchi tiene a ricordare che, come risulta anche dalla graduatoria, l’amministrazione ha introdotto l’esenzione dal pagamento dell’addizionale per i redditi fino a 10mila euro.
Secondo lui, il fatto che siano state segnalate solo sette città ha signigicato chiaro. «Vuol dire che tutte le altre hanno introdotto l’aumento da prima», evidenzia, «le stime dell’Anci, l’associazione nazionale dei comuni, evidenziano che l’Irpef sarà portata all’aliquota massima dal 95% delle amministrazioni locali». Un’interpretazione opposta dei dati è fornita, invece, dal consigliere comunale del Pd Manola Di Pasquale.
«Il Sole 24 ore conferma quello che diciamo da sempre», fa notare, «Teramo è la città delle tasse». Gli incrementi di Irpef, Tia e Ici sui terreni edificabili, insieme all’introduzione della tassa sui passi carrabili, a detta del Pd sono le prove tangibili di una pressione fiscale che esaspera i contribuenti.
«Sono misure che indicano anche l’incapacità gestionale e politica dell’amministrazione», afferma Manola Di Pasquale, «per garantire i servizi e affrontare le esigenze dei cittadini, in assenza di una vera programmazione il Comune si limita ad aumentare le tasse». Secondo la rapprsentante del Pd, l’amministrazione è del tutto latitante anche per quanto riguarda il sostegno all’economia che, tramite una pianificazione adeguata, produrrebbe reddito e farebbe aumentare il gettito fiscale.