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Data: 13/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Verso le amministrative - Sospiri: Manola Musa candidato sindaco di Montesilvano. Marchegiani: così puntiamo alla discontinuità. Ma Cordoma prova a resistere all’affondo

De Martinis contesta la nuova scelta I ribelli Tereo, De Vincentiis e Cilli pronti a correre da soli

MONTESILVANO. Il coordinatore provinciale Pdl Lorenzo Sospiri preme per candidare a sindaco Manola Musa, assessore ai Cimiteri che ha abbandonato il Pdl per avvicinarsi alla lista Città nuove di Renata Polverini. Ma il sindaco Pdl Pasquale Cordoma prova a resistere con lo scudo di cinque liste civiche già pronte e a non fare quel «passo indietro» che la coalizione di centrodestra gli chiede.
Ieri alle 21, i fedelissimi di Cordoma si sono incontrati per pianificare le ultime mosse: la candidatura a sindaco di Musa lascia deluso, per ora, il consigliere Pdl Ottavio De Martinis. Storcono il muso pure i ribelli del Pdl, gli ex assessori Carlo Tereo de Landerset ed Ernesto De Vincentiis insieme al presidente del consiglio Vittorio Catone e ai consiglieri Adriano Tocco, Paolo Cilli e Stefania Di Nicola: la lista Montesilvano in discussione sta pensando di correre da sola. Anche l’ex assessore Corrado Carbani, della lista Libero, e l’ex vice sindaco di Enzo Cantagallo, Paolo Di Blasio dell’Arcobaleno, non sono d’accordo al cento per cento con l’ipotesi Musa. Con queste premesse, anche l’Udc conta di rinnegare l’alleanza con il Pdl e presentarsi da sola. Ma il capogruppo Pdl Luigi Marchegiani prova a ricucire con tutti: «La candidatura di Musa rappresenta la discontinuità nella continuità», dice. Oggi è attesa una presa di posizione di Cordoma.
Nell’alveo del centrodestra, però, l’alta tensione resta quotidiana: Ermanno Falco, consigliere Pdl pronto a passare a Grande sud, va all’attacco di Marchegiani e Sospiri. «Il Pdl di Montesilvano», accusa Falco, «va verso la completa disgregazione non essendo stato capace di sciogliere l’unico vero nodo politico che aveva davanti: la scelta del candidato sindaco. Gravissime responsabilità pesano su chi non ha mai voluto costituire gli organi cittadini di partito al punto che la linea politica, per usare un pietoso eufemismo, è stata rappresentata nei confronti dell’opinione pubblica e della stampa dal capogruppo consiliare che, oltre a non aver saputo ricucire lo strappo con i ribelli dell’ex assessore Tereo de Landerset, ha scontentato tutti, mortificando chi nel gruppo consiliare ha sempre perseguito l’unità e la credibilità politica del partito. Ugualmente responsabile è il coordinamento provinciale», dichiara Falco, «che non è stato in grado di avocare a sè la scelta fino all’imbarazzante siparietto delle primarie evocate in articulo mortis e assolutamente fuori tempo massimo». Secondo Falco, «oggi forse è troppo tardi per riparare a questi guasti prodotti dall’incapacità politica e dalle gelosie fratricide: alla sinistra si è inaspettatamente spalancata la fertile prateria della vittoria elettorale. È un giorno amaro per chi ha sempre creduto nel valore del cambiamento del sistema democratico, dell’onestà e della partecipazione come antidoti alla crisi economica e morale della società». L’ultima parte dell’intervento di Falco è un atto d’accusa: «Si deve tornare all’azione per rappresentare il grido di tanti cittadini che si sentono vergognosamente traditi da frotte di disinvolti maneggioni che da troppo tempo hanno gettato al vento il proprio onore tradendo sistematicamente gli impegni politici e la parola data».
Domani alle 11, nell’aula consiliare, si presenta il coordinamento regionale dell’Unione democratica per consumatori e pensionati.

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