Una truffa ingegnosa per falsificare biglietti di bus e metro, venduti in bar e tabaccherie complici, messa su con la compiacenza di tre dipendenti Atac, l'azienda di trasporto pubblico romana già nella bufera per Parentopoli e con i conti in rosso. L'ha scoperta il nucleo tributario della Guardia di Finanza di Roma che ha effettuato oltre trenta perquisizioni.
Per il giro di falsi biglietti sono indagate 14 persone: i reati vanno dall'associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, all'appropriazione indebita ed alla falsificazione di biglietti di pubbliche imprese di trasporto.
Sono stati individuati anche 13 esercizi commerciali compiacenti che vendevano i ticket falsi. Allo stato, la truffa riguarda alcune centinaia di migliaia di ticket, per un valore commerciale di circa 500.000 euro, anche se gli accertamenti sono ancora in corso. Dalle perquisizioni effettuate oggi dalle Fiamme Gialle si attendono nuovi sviluppi. Nel corso delle perquisizioni sono state individuate altre società compiacenti e sequestrati 7.000 biglietti falsi.
A denunciare la truffa è stata la stessa azienda di trasporto pubblico Atac. Il sistema truffaldino scoperto dai finanzieri è risultato particolarmente ingegnoso. Alcuni dipendenti infedeli dell'Atac si occupavano periodicamente di ritirare, presso i distributori automatici presenti nelle varie stazioni della metropolitana, i biglietti invenduti. Questi tagliandi, sprovvisti della codifica magnetica attribuita dall'erogatore all'atto dell'acquisto, non sono immediatamente
utilizzabili. I biglietti così venivano riciclati, dopo aver apposto in maniera illecita sugli stessi un codice che li rendeva riconoscibili dai lettori dei tornelli che consentono l'accesso a bus e metro. A questo punto entravano in gioco una serie di esercizi commerciali compiacenti che vendevano i biglietti a ignari viaggiatori. Per smascherare la truffa e individuare gli esercizi commerciali complici, nei mesi di gennaio e febbraio, le Fiamme Gialle, con l'ausilio di personale dell'Atac, hanno effettuato una serie di controlli dei biglietti in possesso dei viaggiatori presso alcune fermate della metropolitana di Roma.
In tal modo si è risaliti a tredici tra edicole, bar e internet point responsabili della vendita dei biglietti taroccati. Stamani sono scattate le perquisizioni dei finanzieri del Comando Provinciale di Roma nei confronti di numerosi negozi e nelle abitazioni dei relativi titolari. Le indagini sulla presunta associazione per delinquere dedita alla produzione, distribuzione e commercializzazione di biglietti falsi sono coordinate dal pm di Roma Alberto Pioletti.
"Finalmente, grazie all'intervento del nuovo management dell'azienda del trasporto pubblico romano, si è scritta la parola fine nei riguardi di un fenomeno illegale che ha danneggiato l'Atac e tutti i cittadini di Roma per oltre un decennio", ha commentato l'assessore alla mobilità del comune di Roma Antonello Aurigemma.
Il raggiro ai danni dell'Atac
"E' stata l'azienda a scoprirlo"
C'è una sistematica azione di controllo sui principali cicli organizzativi e industriali dell'azienda dietro l'identificazione degli autori dell'imponente truffa sui biglietti
"Una penetrante azione di controllo interno sui principali cicli organizzativi e industriali". L'Atac descrive così le operazioni che hanno portato ad identificare gli autori dell'imponente truffa consistente nella falsificazione di titoli di viaggio che ha procurato rilevanti danni economici all'azienda.
Il "piano di verifica" era stato avviato già dal mese di agosto 2011 dall'amministratore delegato Carlo Tosti e dal direttore generale Antonio Cassano, e aveva portato alla presentazione di una denuncia nel novembre successivo.
Nell'ambito dei controlli, infatti, erano emerse anomalie nella lettura dei titoli di viaggio da parte delle macchine validatrici. Veniva così scoperto che titoli esclusivamente destinati ad essere emessi dalle macchine automatiche venivano invece venduti in regolari rivendite sul territorio. "Tecniche di analisi estremamente sofisticate", precisa l'azienda, "hanno successivamente condotto all'individuazione e alla tracciatura di tali titoli messi sul mercato in un numero decisamente rilevante", permettendo di risalire al circuito parallelo di distribuzione dei titoli.
Ancora pochi mesi e il lavoro svolto di concerto con la Guardia di Finanza ha consentito di individuare i responsabili della frode.
"Determinanti ai fini dell'indagine," continua l'azienda, "sono state le implementazioni tecnologiche che la direzione Commerciale ha messo in campo ai fini di pervenire alla totale sicurizzazione della filiera della distribuzione dei titoli
di viaggio. In particolare, l'applicazione del codice a barre su tutti i titoli di viaggio ha permesso di assicurare la tracciabilità degli stessi dalla fase di produzione a quella della vendita. Il sistema di gestione informatizzato del magazzino titoli permette di raccogliere e far confluire tutti i dati in un unico repository, evidenziando ogni eventuale irregolarità o anomalia. L'applicazione dell'ologramma su tutti i biglietti accresce ulteriormente la garanzia di sicurezza eliminando ogni possibilità di falsificazione o di contraffazione".