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Pescara, 05/04/2026
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Data: 14/03/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Emergenza rifiuti - Pattume in strada e liti nel Palazzo. Guerra di posizione all’Emiciclo Mozione approvata a maggioranza. La vera sfida è nella differenziata. Ma in Abruzzo stenta a decollare.

L'AQUILA Guerra di posizione all'Emiciclo sull'emergenza rifiuti nel Pescarese. Con il Pd a sgolarsi per richiedere un intervento straordinario del presidente, Gianni Chiodi, e della maggioranza per accelerare, attraverso ordinanze o decreto, il processo di conferimento nelle discariche fuori del territorio provinciale del capoluogo adriatico (Sulmona, Civeta di Cupello, Chieti e Cerratina, già individuate nella delibera di Giunta del 9 marzo scorso), alle quali si è ricorso attraverso l'utilizzo 5 per cento di riserva volumetrica dei quattro siti. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) - ha dichiarato il capogruppo democrat Camillo D'Alessandro - a Montesilvano non sono stati raccolti i sacchetti della spazzatura. Volevate dirmi che non si sarebbe arrivati a questo punto? La Giunta ha individuato i siti, cosa peraltro prevista dalla legge: servono le ordinanze per velocizzare il conferimento e superare l'emergenza». Il portavoce del Pdl, Ricardo Chiavaroli, ha replicato che «non è utile commissariare aprioristicamente. La Regione, dal canto suo, ha compiti ben precisi in materia di rifiuti: legiferare, programmare e controllare. Ma il ciclo dei rifiuti è di competenza degli enti locali, dei consorzi. Comuni e Province devono avere il coraggio di assumere le decisioni, perché se oggi c’è un problema è dovuto alla mancanza di decisioni: si è sempre rinviato il problema». Nel corso della seduta sono stati presentati due documenti, uno del Pdl e uno del Pd, bocciato dai voti del centrodestra ma anche dall'Italia dei Valori (Prc, Verdi e Sel astenuti). A maggioranza è stata votata la risoluzione che vedeva come primo firmatario il capogruppo azzurro Lanfranco Venturoni: il documento impegna il presidente Chiodi e l’intera Giunta ad avviare un confronto con le Province per individuare una soluzione che consenta di superare le difficoltà gestionali di molti enti, soprattutto in provincia di Pescara. Nel documento, oltre a sollecitare la ricerca di un’ampia convergenza da parte degli enti locali per l’individuazione di nuovi impianti di smaltimento, si chiede che i consorzi si attivino per il potenziamento delle discariche già in esercizio, in attesa dell’entrata in funzione di quelle già autorizzate dalla Regione. Si chiede inoltre di rilanciare l’impegno sul fronte della raccolta differenziata e sul recupero dei materiali da avviare al riciclo, attraverso lo sblocco e l’assegnazione delle risorse finanziarie già disponibili per i progetti. Maggiore impegno e responsabilità anche da parte delle opposizioni è stata chiesta dall'assessore all'ambiente Mauro Di Dalmazio «perché l'immondizia di domani non sarà meno maleodorante di quella di oggi. Per risolvere il problema la Regione aveva individuato tecnologie, impianti e siti, stanziando fondi che sono tornati indietro. Se ci sono responsabilità, e ci sono, esse sono di tipo politico». Intanto la Provincia di Pescara ha chiesto e ottenuto un nuovo intervento della Regione per fronteggiare la difficile situazione che si è venuta a creare dopo la chiusura della discarica di Colle Cese. Oggi si svolgerà una riunione a cui sono stati invitati a partecipare Ambiente Spa e gli altri soggetti interessati.

La vera sfida è nella differenziata
Ma in Abruzzo stenta a decollare. Celano e Roseto non raggiungono il 10% A Montesilvano, Sulmona e Avezzano raccolta inferiore rispetto al 2010

PESCARA Non c'è ancora la «munnezza» nelle strade, ma senza una drastica accelerazione sul ciclo della raccolta differenziata l'Abruzzo rischia una crisi modello-Napoli. In alternativa la regione sarà costretta a conferire quote crescenti di rifiuti fuori dai suoi confini, riversando la maggiorazione dei costi sui cittadini. L'attivazione delle riserve volumetriche, infatti, consentirà all'Abruzzo di tirare avanti fino a fine anno. Nel frattempo, però, le discariche in funzione continuano a riempirsi, mentre i nuovi centri di raccolta, autorizzati dalla Regione, sono ancora lontani dal vedere la luce. C'è un'unica strada per uscire da questo stato di emergenza permanente: incrementare le quote di raccolta differenziata e puntare sul riciclo dei rifiuti. Un terreno sul quale l'Abruzzo sconta gravi ritardi, distante anni luce dall'obiettivo fissato dal Piano regionale, che mirava a raggiungere il 60% entro la fine del 2011. Al termine del primo semestre dell'anno passato, infatti, il dato risulta fermo al 31,4%, e quello definitivo, ancora in corso di elaborazione, sarà di poco superiore al 33%. In Italia, se il Settentrione sta gradualmente colmando il gap, il Mezzogiorno arranca paurosamente, con l'Abruzzo che si colloca a metà strada. Pesano i ritardi di alcuni Comuni con un'alta densità demografica: Celano, al 7,4%, Roseto degli Abruzzi, all'8,7%, Montesilvano e Avezzano, al 13%, e Sulmona, al 16,9%, hanno addirittura peggiorato le proprie performance rispetto al 2010. Migliorano lievemente gli standard dell'Aquila, ma il suo 18% è un valore ancora ampiamente insufficiente. Tra i centri più importanti spicca una fascia intermedia nella quale figurano Castel di Sangro (21,3%), Vasto (23,7%), Atessa (26%), Pescara (28,6%), Lanciano (31,4%), Francavilla (33,3%) e Spoltore (38,5%), che pur presentando segnali incoraggianti, devono fare molto di più. Di tutt'altro segno i risultati conseguiti da Ortona (71%), Teramo (63,6%), San Salvo (58,5%), ma anche Giulianova (51,2%), Chieti (50,3%) e Silvi (50,2%), che dimostrano come sia possibile organizzare in modo capillare ed efficace la raccolta differenziata, centrando obiettivi ambiziosi in un arco di tempo relativamente breve. Oltre alle località già citate, si segnalano 21 piccoli Comuni che hanno superato quota 60%, con punte di eccellenza a Fara San Martino (76,8%), Torano Nuovo (76,7%) e Nocciano (73,6%). Sono invece 17 i centri minori che evidenziano performance inferiori all'1%. Su scala provinciale, i livelli di raccolta differenziata migliorano decisamente a Teramo e a Chieti, passando rispettivamente dal 38% al 41,3% e dal 30,4% al 36,5%, e in modo più contenuto a Pescara, che dal 25,8% approda al 26,5%, restando comunque al di sotto della media regionale. Fanalino di coda è il comprensorio Aquilano, che addirittura compie un passo indietro rispetto al 2010, scendendo dal 19,2% al 19%.

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