Archimede è il veicolo prodotto da GGG e Sivibus Diciassette mezzi già venduti all'Amat, l'azienda di trasporto pubblico di Palermo, per 2,1 milioni di euro. Altri cinque prenotati Atm, l'omologa messinese, per 600 mila euro. E adesso l'interesse di svariate amministrazioni comunali, tra cui Padova, Cagliari, Taormina e Bagheria. Sta riscuotendo notevole successo "Archimede", la nuova generazione di autobus "made in Sicily" realizzati dall'azienda catanese GGG Elettromeccanica su telaio Iveco Iribus e commercializzati dalla palermitana Sivibus. Sodalizio inedito tra Palermo e Catania che ha il suo punto di forza nell'innovazione del mezzo sia dal punto di vista della produzione che della dotazione tecnologica. Archimede ha dimensioni contenute (7 metri di lunghezza, 2,25 di larghezza) che gli permettono di circolare agevolmente nei centri storici. La riduzione delle dimensioni non limita la capienza del mezzo che può contenere (tra posti a sedere e in piedi) 36 passeggeri: la carrozzeria realizzata dalla GGG Elettromeccanica, infatti, pesa solo 650 chilogrammi, a differenza delle 2 tonnellate dei mezzi analoghi. Un peso minore che porta con sé una serie di vantaggi in termini di consumi di carburante, ma anche per la possibilità di installare ruote e motori più piccoli, anche elettrici o ibridi. Un mezzo che «è stato pensato come un aereo senza ali», sottolinea Giovanni Grasso della GGG Elettromeccanica, piccola impresa dell'Etna Valley che opera da 30 anni, occupa circa 50 dipendenti con un fatturato annuo di 5 milioni l'anno in media. Un prototipo quasi "made in Sicily" come sottolinea Massimo Maniscalco, presidente della Sivibus, azienda palermitana concessionaria unica in Sicilia della Iveco Iribus con un giro d'affari di circa 20 milioni e 52 dipendenti: «È un mezzo concepito e commercializzato in Sicilia, dimostrando l'importanza degli investimenti su qualità e ricerca e dell'integrazione tra le aziende del territorio». Archimede è stato completamente assemblato su un telaio Iveco Daily ribassato in grado di accogliere meglio i passeggeri, anche disabili, grazie alla sua limitata distanza da terra. Il mezzo è dotato di telemetria avanzata, schermi che danno informazioni su fermate, percorso e monumenti.