Iscriviti OnLine
 

Pescara, 05/04/2026
Visitatore n. 752.876



Data: 15/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Cinque autobus comprati e inutilizzati. I mezzi ordinati dal Comune tra il 2001 e il 2004. Dopo pochi mesi già inservibili

GLI SPRECHI Dopo l’arrivo dei primi tre pullman la Gtm consigliò di non comprarne altri. Tutto inutile

PESCARA. Tre li hanno comprati nel 2002. Altri due nel 2004. Ma quei bus ibridi in strada ci sono stati per pochissimo tempo, perchè si sono rotti quasi subito. E dopo una lunghissima sosta nel deposito della Gtm, due anni fa sono finiti nella rimessa comunale di via Maestri del Lavoro. Fermi e inutilizzabili.
I cinque autobus ibridi sono in un angolo della rimessa comunale di via Maestri del Lavoro. Davanti a uno dei mezzi c’è un cumulo di laterizi con una sedia rotta in cima. Sul vetro di un altro c’è un cartello beffardo con la scritta “Guasto”. La carrozzeria, a vederla, sembra nuova. E in effetti, quando si mettono insieme i pezzi della storia di quei cinque mezzi, si scopre che quella visiva non è solo un’impressione: la carrozzeria è nuova davvero. Perché quei cinque bus hanno circolato pochissimo prima di finire in deposito.
I primi tre autobus ibridi, cioè elettrici con motore termico per ricaricare le batterie, furono acquistati dal Comune di Pescara tra il 2001 e il 2002, durante l’amministrazione di Carlo Pace. «Sì che ricordo quei bus», dice l’allora presidente Gtm e attuale consigliere provinciale Gianni Teodoro, «li usammo per la linea 10 perché essendo elettrici non riuscivano ad andare in collina. Ma in quel momento erano i migliori ibridi».
In realtà i problemi arrivarono subito. «Quei mezzi hanno camminato pochissimo», ricorda l’allora direttore generale della Gtm Tullio Tonelli, «al massimo qualche mese. Ma dai primi giorni hanno avuto bisogno di assistenza». Dopo l’acquisto dei primi tre autobus e i problemi che erano venuti fuori la Gtm cercò di scongiurare l’acquisto di altri due mezzi identici che il Comune stava per fare e nel 2004, quando sindaco era già diventato Luciano D’Alfonso, inviò due lettere all’amministrazione per spiegare che forse non era il caso. Tutto inutile, il Comune acquistò lo stesso i bus che oggi giacciono in via Maestri del Lavoro.
Quanto siano costati nessuno lo ricorda a memoria. Qualcuno azzarda 300 milioni di vecchie lire, qualcuno dice 400. Ma chi è del mestiere la reputa una stima troppo al ribasso. A quanto pare, poi, il Comune non è riuscito neanche a farsi pagare i danni dalla ditta modenese che li aveva costruiti, perché nel frattempo è fallita.
«Da quanto ne so ogni sindaco nel corso degli anni ha cercato di far rimettere in moto quegli autobus, ma non c’è stato verso», dice l’attuale manager Gtm Michele Russo, «alla fine due anni fa ci siamo arresi e li abbiamo riconsegnati al Comune».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it