CAPISTRELLO Se l’assemblea cittadina aveva avuto toni caldi, il consiglio comunale straordinario è stato infuocato, tanto che alla fine una gigantesca rissa (fortunatamente solo verbale) ha messo fine alla seduta. Da una parte l’opposizione che a gran voce e senza mezzi termini ha chiesto le dimissioni del sindaco, perché ritenuto totalmente coinvolto nell’affare Lusi. Dall’altra la sua maggioranza che ha fatto scudo ed è pronta a sostenerlo nella continuazione dell’attività amministrativa. Per la verità in apertura di seduta si è capito subito che ci sarebbe stata un’assise infuocata. Battibecchi tra la presidenza (lo stesso sindaco Antonino Lusi) e i consiglieri di opposizione per i tempi di intervento e soprattutto per un emendamento presentato dalla maggioranza in risposta all’ordine del giorno che ha fatto infuriare la minoranza. «Il sindaco e l’intera maggioranza – ha affermato – Franco Ciciotti durante il suo intervento – sono del tutto coinvolti nei problemi del senatore Lusi perché espressione dell’attività politica a livello locale del senatore. Voglio ricordare a sostegno di quanto affermo - ha continuato Ciciotti - le oltre 400 tessere del Pd (dato assolutamente straordinario per un paese di cinquemila abitanti); il fatto che la quasi totalità degli amministratori di maggioranza sono iscritti al Pd; l’ultimo e non meno importante, il vicario provinciale del Pd è espressione di questa maggioranza. È assolutamente necessario – ha concluso Ciciotti – che il primo cittadino debba lasciare». Durissima anche la posizione di Moreno Di Cintio che ha elencato tutta una serie di situazioni che vedono, a suo dire, pienamente coinvolto il sindaco e altri familiari. «Non possiamo più sopportare il fango che ci piove addosso ogni giorno dai media televisivi e dalla stampa scritta sia essa nazionale che locale – ha arringato Di Cintio - , il buon senso dice che il sindaco deve poter pensare a risolvere i problemi personali, lasciando, ad altri (accetteremmo anche al vice sindaco) per un determinato tempo, il compito di amministrare». Attraverso la lettura di un emendamento (consigliere Grasso) e l’intervento dell’assessore Piacente che ha contestato l’opposizione, la maggioranza ha rigettato le accuse. Il tentativo di votare l’emendamento della maggioranza ha scatenato il putiferio; sono volati paroloni da una parte e l’altra. I membri dell’opposizione (Pizzi Scatena, Ciciotti, Pizzi e Di Cintio) imbufaliti ha abbandonato la seduta ma gli insulti sono continuati fuori. Più volte si è sfiorata la rissa, ma per fortuna sono volate solo parole grosse. Votare un emendamento della maggioranza è stato visto come l’ennesimo tentativo si sovvertire le regole democratiche. Conclusione: il sindaco ha ricevuto pieno sostegno dalla maggioranza (mancavano solo due consiglieri) e continuerà a portare avanti il suo progetto amministrativo. Erano decenni che non si assisteva ad un consiglio così infuocato. Quello che si percepisce che c’è un’escalation che creerà nel prossimo futuro ancora più problemi ad un paese di per sé già sconvolto. Le parti sono totalmente distanti che si potrebbe arrivare a bloccare l’intera azione amministrativa.