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Data: 15/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Tassa rifiuti, 4mila teramani da rimborsare. La Cassazione dà ragione ai contribuenti, non dovevano pagare l’Iva sulla Tia

La sentenza. In ballo 3 milioni. D’Alberto: il Comune restituisca i soldi. Di Sabatino: tocca allo Stato e non a noi

TERAMO. Il pagamento dell’Iva sulla Tia va rimborsato. Lo stabilisce una sentenza della Cassazione che ritiene illegittima l’applicazione dell’Iva al 10% sulla tariffa d’igiene ambientale. Ai contribuenti vanno restituite le somme versate in più a Comune e Team dal 2005 al 2009.
Per 4.000 utenti che hanno impugnato le cartelle Tia presentando ricorsi si tratta di un importante passo in avanti verso l’ottenimento dei rimborsi. A sottolineare il significato del pronunciamento della Cassazione è il consigliere comunale del Pd Gianguido D’Alberto. «La sentenza», afferma, «segna una ulteriore e ci auguriamo definitiva tappa della vicenda riguardante il sacrosanto diritto dei contribuenti termani al rimborso». Il rappresentante dell’opposizione ricorda come già la corte Costituzionale nel 2009 avesse riconosciuto la natura tributaria e non tariffaria della Tia, escludendo l’applicazione dell’Iva. L’intervento dell’allora ministro dell’economia Giulio Tremonti, però, aveva bloccato la possibilità di ottenere la restituzione di quel 10% non dovuto. La Cassazione ha riaperto i giochi.
«Alla luce del chiarimento giurisprudenziale», afferma D’Alberto, «appaiono ormai improrogabili una serie di chiarimenti da parte dell’amministrazione comuale e della Team». Secondo il consigliere, non è più accettabile il silenzio su questa vicenda. «Chiediamo che da parte dei soggetti competenti», conclude D’Alberto, «siano comunicati ai cittadini forme, termini e modalità di soddisfacimento un diritto troppo a lungo negato».
Immediata la replica del vicesindaco e assessore alle finanze Alfonso Di Sabatino Martina. «Non c’è nulla di nuovo sotto il sole», dice, «il problema non riguarda il Comune perché i soldi dell’Iva li abbiamo girati allo Stato». Dev’essere quest’ultimo, dunque, a dare il via libera all’operazione, restituendo i soldi al Comune che li girerà ai cittadini. In ballo ci sono circa tre milioni di euro. «Non potremmo rimborsare somme che non abbiamo», sottolinea Di Sabatino, «a meno che non creassimo un buco di bilancio». Il Comune ha presentato un’istanza al governo per la restituzione dell’Iva e ha inserito nei propri conti una “partita di giro” che permetterà di rimborsare i contribuenti non appena arriveranno i soldi. «Ma finora lo Stato non ha risposto», evidenzia il vicensindaco. La sentenza inciderà sull’esito dei ricorsi? «E’ un problema», conclude Di Sabatino, «che farà solo aumentare i contenziosi».

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