Lettera aperta ad Alessandro Giangiulio dell’Arpa.
Domenica 11 marzo ho usufruito dell’unica corsa domenicale da Avezzano a Castel di Sangro, destinazione Villetta Barrea. Ora di partenza, secondo il vostro vigente orario, 9.45. Partenza effettiva 10,15. Salito a bordo insieme a due ragazzi di nome Edda e Lorenzo (destinazione Pescasseroli) il bigliettaio è venuto per rilasciarci il biglietto. Potendo pagare tutti e tre con una banconota da 20 euro (la biglietteria era chiusa), il bigliettaio ha asserito, dopo aver ritirato da noi tre 60 euro, che non aveva il resto, e che i passeggeri “sono tenuti” a salire con l’importo esatto come da tariffa (non esposta). Alle nostre rimostranze, il bigliettaio ha detto che così era e che, qualora non fossimo d’accordo, potevamo scendere. Ha aggiunto che lui avrebbe apposto “una firma” nel retro dei biglietti e con tali biglietti saremmo dovuti tornare ad Avezzano in un giorno feriale per ottenere il resto. Io ho ribattuto, insieme ai due ragazzi e mentre l’atmosfera si stava riscaldando, che su di un servizio pubblico tutto ciò non poteva e non doveva essere. A questo punto il bigliettaio ha dato in escandescenze, accompagnate da volgare turpiloquio. Gli ho detto che, non essendoci nessun ispettore dell’Arpa nei paraggi (piazzale Kennedy) era opportuno chiamare i Carabinieri. Ha risposto, sempre avvalendosi di turpiloquio, che lo avrebbe fatto lui stesso e ha chiamato la Polizia di Stato (113). È subito arrivata una volante (unica ad Avezzano). Gli agenti hanno identificato i tre passeggeri, il bigliettaio e il conducente, mettendo a verbale le dichiarazioni di ciascuno. Giunti a Pescasseroli, dove il pullman sosta per una decina di minuti, e dove il bigliettaio avrebbe avuto tempo di cambiare i 60 euro, il bigliettaio non lo ha fatto. Idem con me, giunti a Villetta Barrea. Tutto ciò premesso, chiedo di ricevere entro e non oltre la fine della settimana corrente, e presso i carabinieri di Villetta Barrea, scuse scritte e il rimborso a me dovuto.
CARLO CASTELLI