Le amministrazioni successive tentarono invano di rimetterli in moto.
PESCARA. Sono costati quasi un milione e mezzo di euro i cinque autobus ibridi rimasti per quasi dieci anni fermi e oggi abbandonati in una rimessa comunale. A ricostruire l’acquisto di quei mezzi e definirla una «spesa folle», è il consigliere Pd Enzo Del Vecchio. Che chiarisce anche la tempistica dell’acquisto, effettuato in due tranches durante l’amministrazione di Carlo Pace, dei mezzi. Bus che le amministrazioni successive, a partire da quella di Luciano D’Alfonso, cercarono di rimettere in moto senza successo.
I cinque autobus da più di due anni sono nel cortile della rimessa comunale di via Maestri del Lavoro, abbandonati in un angolo. La loro storia sfortunata inizia nel 1999, tredici anni fa. Quell’anno infatti l’amministrazione comunale decise di acquistare due mezzi ecologici e la scelta cadde su quelli di una ditta modenese.
Sin da subito i bus non ebbero una grande fortuna. In salita non riuscivano ad andarci e quindi vennero usati in pianura. Ma non durarono molto neppure così. Sin dall’inizio, infatti, i bus dimostrarono di avere un gran bisogno di manutenzione. L’esperienza, però, non fu d’aiuto all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Carlo Pace, che decise comunque di acquistare altri mezzi.
«Dopo l’acquisto dei due autobus urbani ibridi operato nel corso del 1999, e nonostante le obiezioni della direzione della Gtm, nel corso del 2001 l’amministrazione Pace con due specifiche determinazioni, la numero 58 e la 64 del 2001», spiega Del Vecchio, «ha dispostol’acquisto di ulteriori 3 autobus ibridi per la rilevante cifra di 1 miliardo 672 milioni di lire, cioè 863.515 euro. Una cifra che aggiunta a quella utilizzata per l’acquisto dei precedenti due autobus ibridi porta la spesa totale a 2 miliardi 786 milioni di lire, cioè 1.439 mila euro di cui il 50% è stato posto a carico del Comune di Pescara e quindi direttamente sulle spalle della collettività pescarese».
Da quel momento in poi le amministrazioni che si sono avvicendate nel corso degli anni, a cominciare da quella guidata da Luciano D’Alfonso, hanno sempre tentato di rimettere in moto quegli autobus, ma senza successo.
«Risultarono inutili anche i tentativi successivi da parte della nuova amministrazione», ricorda Del Vecchio, «guidata dal sindaco Luciano D’Alfonso, di modificare il sistema propulsivo di quei mezzi al fine di rendere minimamente utilizzabili per mezzi anche in funzione di scuolabus».
Dopo i tentativi di D’Alfonso i bus sono rimasti ancora per parecchi anni nei depositi della Gtm. Finchè due anni fa l’azienda, ora guidata da Michele Russo, non li ha restituiti al Comune. Da allora i bus sono nel deposito di via Maestri del lavoro, fermi e dimenticati da tutti.