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Data: 16/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Riforma del lavoro - Dal fondo esodi all’art.18: i temi del tavolo. Il governo vuole rendere più costosi i contratti a termine

La vera novità è l’assicurazione per l’impiego

ROMA. La riforma del lavoro potrebbe chiudersi entro pochi giorni. I segnali positivi non mancano e il tavolo aperto al Ministero potrebbe arrivare a una svolta anche prima delle scadenze previste.
Ecco le principali novità oggetto di confronto.
Riduzione dei modelli contrattuali. I 46 possibili modelli di contratto attuali saranno ridotti a 8. Il canale privilegiato per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro sarà l’apprendistato. Saranno sfoltite le partite Iva che, spesso, nascondono prestazioni continuative.
Contratti a tempo determinato. Il governo vuole disincentivarne l’uso, aumentando il costo contributivo per le aziende. La maggiorazione contributiva potrà essere recuperata nel caso in cui alle assunzioni a termine facciano seguito assunzioni a tempo indeterminato (“premio di stabilizzazione”).
Contratti a progetto (Co.co.pro.). Sempre nell’ottica di contrastare la precarizzazione del lavoro, il governo vuole ridurre il ricorso a questo istituto contrattuale. Sono previsti anche disincentivi normativi e contributivi. Sarà introdotto un incremento dell’aliquota contributiva all’Inps.
Cassa integrazione ordinaria. Il sistema della Cassa integrazione guadagni ordinaria resta sostanzialmente invariato, salvo ipotesi di modifica sulla durata, i criteri per l’accesso e la misura dell’integrazione.
Cassa integrazione straordinaria. Resta, ma non per i casi di cessazione dell’azienda.
Assicurazione sociale per l’impiego. Con l’introduzione dell’assicurazione sociale per l’impiego, il governo si propone di sostituire l’indennità di mobilità, di disoccupazione per apprendisti, l’una tantum per i Co.co.pro e tutto ciò che, in sostanza, non rientra tra le coperture della Cassa integrazione ordinaria e della Cassa integrazione straordinaria. Rispetto al documento iniziale, dovrebbe essere allungata la fase transitoria dal 2015 al 2016-17, prima dell’entrata a regime del nuovo sistema. L’Assicurazione sociale per l’impiego sarà garantita per una durata di 12 mesi per i lavoratori con meno di 55 anni di età, 18 mesi per gli over 55. Per chi ha più di 58 anni circola l’ipotesi che l’indennità possa restare al livello dell’attuale mobilità: 36 mensilità, per garantire così l’avvicinamento alla pensione.
Fondo esodi. Il documento sulla riforma prevede la creazione di un fondo esodi con costi a carico dei datori di lavoro. I lavoratori destinati all’uscita anticipata dal lavoro sono quelli che maturerebbero i requisiti per il pensionamento nei 4 anni successivi, sulla base della normativa vigente. Al lavoratore prepensionato sarà erogata una prestazione di importo pari al trattamento di pensione che gli spetterebbe sulla base delle regole attuali.
Articolo 18. Il diritto al reintegro rimarrebbe per i licenziamenti discriminatori e legati a ragioni disciplinari. Per i licenziamenti decisi per motivazioni economiche spetterebbe al giudice decidere se il lavoratore debba essere reintegrato o indennizzato. Tetto di 24 mesi al risarcimento in caso di reintegro. Ma il confronto è ancora tutto aperto.

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