Battute al vetriolo contro Cialente e lo sfidante del Pdl
L’AQUILA. Batte il pugno sul petto al ritmo degli applausi quando sale sul palco del Ridotto del teatro con 30 minuti di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Un ritardo calcolato: Giorgio De Matteis era dietro le quinte già da un’oretta a salutare amici e sostenitori prima della presentazione del suo progetto L’Aquila città aperta. Sala stracolma: molti sono rimasti in piedi. In prima fila anche l’ex sindaco Biagio Tempesta, la dirigente regionale del Pdl Carla Mannetti, il commissario provinciale della Destra, Valerio Di Pasquale, diversi sindaci del cratere, altri dissidenti del Pdl e i compagni di viaggio di sempre. Il sorriso stampato sul volto, le battute, i saluti calorosi cercano di nascondere i lineamenti tirati. «Sono meno emozionato rispetto alla conferenza stampa di presentazione della mia candidatura» dice l’aspirante sindaco «qui c’è tutta gente che conosco e che mi vuole bene». E poi sferzate agli avversari: «Cialente ha detto che rappresento alcuni poteri forti. I poteri forti ce li ha là dentro. Io sono al massimo il capo dei servizi segreti di Paperopoli e i miei amici sono Topolino e Minni. In quanto al minestrone, di cui il sindaco parla riferendosi a questa coalizione, posso dire che il minestrone è buono e fa bene, è una sintesi di ottime verdure. Il vero problema sono le minestre riscaldate».
Non risparmia frecciate neanche al candidato del Pdl: «Qualcuno mi ha chiesto: Properzi chi? Quello dei torroni? Mi pare che le primarie del centrodestra non siano state fatte, ma si è trovato un candidato: auguri». E poi la promessa: «Non farò apparentamenti con nessuno». Con orgoglio caccia di tasca una mail appena arrivata, firmata dal segretario nazionale del partito dell’Udc, Lorenzo Cesa: «Un sostegno leale e incondizionato verso il più ambizioso degli obiettivi». Quando sale sul palco, spinto un po’ di forza dai suoi collaboratori, è visibilmente emozionato: «Avevo promesso che non mi sarei commosso, non mi fate perdere la scommessa» dice mentre stringe altre mani. «Voi siete il cuore e la mente dell’Aquila. Avremo di fronte un lungo percorso». Un intervento di circa 30 minuti durante il quale De Matteis ha toccato tutti i nervi scoperti: dal progetto case, alla situazione economica del Comune, al piano di ricostruzione: «Se fosse stato presentato prima avremmo potuto usufruire di finanziamenti da cui siamo tagliati fuori. I soldi ci sono, li dobbiamo recuperare». Ancora sull’università: «Bisogna fare in modo che attragga studenti non solo perché sono sospese le tasse» tuona dal palco, prima di affrontare il cavallo di battaglia dei suoi avversari: «Questa maledetta zona franca. Qualcuno non ricorda che è stata inserita nel decreto 77 grazie a tre senatori del Pd che poi sono spariti. E che lo stesso sindaco ha votato il de minimis. Il sottoscritto ci ha messo la faccia ed è andato a difendere gli interessi della propria città». Non tralascia neanche la possibilità di un gemellaggio con Pescara, i problemi dei disabili, degli anziani, dei giovani, prima di chiudere: «Sono un uomo di nessuno, solo di mia moglie».