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Pescara, 05/04/2026
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Data: 16/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Il venerdì nero delle imprese. Stangata Irpef e Iva, più leggeri anche gli stipendi

ROMA. Il salasso del fisco si abbatterà oggi sulle imprese che tra Iva, trattenute Irpef e tassa sui libri sociali dovranno versare oltre 14 miliardi nelle casse dell’erario. Ma all’orizzonte non si prospetta nulla di buono: grazie alle novità fiscali introdotte con le ultime manovre (l’ultima del 2011 del precedente Governo e il Salva-Italia dell’attuale) saranno i dipendenti e i cittadini a saldare il conto. Così con le nuove addizionali si troveranno con una busta paga più leggera il prossimo 27 marzo; poi dovranno iniziare a preoccuparsi della nuova Imu (c’è tempo fino a giugno). E in prospettiva (neanche troppo lontana) potrebbero dover fronteggiare una nuova mazzata di tutto rispetto: l’aumento di due punti delle aliquote Iva previsto sempre dal Salva-Italia per centrare il pareggio di bilancio.
Oggi intanto - ricorda la Cgia - arriveranno nelle casse dello Stato 14,6 miliardi di euro, tra ritenute Irpef, Iva e vidimazione dei libri sociali. La maxi scadenza fiscale riguarderà oltre 5 milioni di persone, tra titolari unici di società e piccoli imprenditori. Per questi si aggiungeranno anche i contributi previdenziali per collaboratori e dipendenti. Si tratta, sintetizza la Cgia, di 4,9 miliardi di ritenute Irpef, relative ai dipendenti, 9,3 miliardi di Iva e 400 milioni di euro di tasse per la vidimazione dei libri sociali. Questa scadenza - commenta il segretario della Cgia Guido Bortolussi - «rischia di essere un vero e proprio stress test che misurerà la tenuta finanziaria del nostro sistema produttivo».
Sistema che però come noto è già alle prese con una preoccupante carenza di liquidità. Una situazione che Confesercenti sintetizza così: una legnata per le Pmi fino a 5.100 euro annui. Ammesso che lo stress-test di cui parla Bortolussi non faccia “vittime”, non pochi effetti potrebbero riscontrarli i dipendenti sulle prossime buste paga: c’è da fare i conti con l’addizionale regionale Irpef, sbloccata sempre dal decreto Salva-Italia. Non solo per il 2012 ma anche retroattivamente per il 2011. E a marzo si pagherà l’acconto del 30% per quest’anno. Poi a giugno si dovrà andrare in cassa per l’Imu, in alcuni casi più pesante della vecchia Ici dal momento che le aliquote si applicheranno su un base imponibile catastale maggiore.

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