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Pescara, 11/04/2026
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Data: 17/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Abruzzo. Stangata sui biglietti dei bus. Salasso sul trasporto pubblico: più 10 per cento. I sindacati chiedono tutela per le fasce meno abbienti

Carocarburanti, la Regione vara gli aumenti. Morra: «Obbligati a farlo»

PESCARA - Era rimasto seppellito tra i rivoli della Finanziaria regionale licenziata lo scorso anno, nella consapevolezza bipartisan di maggioranza e opposizione che un aumento delle tariffe sui trasporti non sarebbe stato bene accetto da una regione fiaccata dai postumi del terremoto e dalla crisi economica. A tirare fuori quel codicillo che stabilisce, probabilmente a partire dal prossimo mese, la maggiorazione del 10% sulle tariffe dei bus ci ha pensato il rialzo del costo dei carburanti, schizzato al punto da costringere la giunta regionale e l’assessore competente, Giandomenico Morra, ad assecondare le richieste delle aziende pubbliche e private, che da tempo chiedevano la revisione dei prezzi, così come avvenuto in altre regioni, dove gli aumenti hanno riguardato una percentuale compresa tra il 30 e il 50%. Della questione se ne è parlato in una riunione tecnica che si è tenuta ieri mattina alla presenza di tutti gli addetti ai lavori coinvolti dal provvedimento.
Un calice amaro che l’assessore Morra, fiero fino ad oggi di essere riuscito ad evitare la lievitazione dei costi, si trova ora a dover trangugiare; puro fiele per quei tanti cittadini che affidano la loro mobilità ai trasporti pubblici. «Siamo obbligati a prendere questa decisione - confida Morra - ma voglio ricordare che l’Abruzzo è l’ultima regione in Italia ad applicare una revisione del costo dei biglietti. Cercheremo comunque di tutelare le categorie meno abbienti, in modo che non debbano pagare più di quanto già facciano».
Dall’altra parte della barricata, i sindacati continuano a insistere sulla necessità di una riforma dell’intero comparto, come unica possibilità per fare fronte alla crisi endemica del settore. «Se non si provvederà al più presto - spiega Alessandro Di Naccio della Fit-Cisl - al compimento del processo di riforma, con la costituzione dell’azienda unica dei trasporti, saranno sempre i cittadini a sopportare il fardello della recessione. E ogni anno si correrà il rischio di subire le conseguenze della mancata riorganizzazione dei servizi». Per Giuseppe Murinni della Uil l’aumento dei costi dei biglietti rappresenta un sacrificio necessario e neppure troppo oneroso per la collettività «se, come da noi richiesto, saranno comunque tutelate le categorie con un reddito inferiore ai diecimila euro».
Piuttosto, per la Uil, le note dolenti riguardano la mancata attuazione del biglietto unico per il trasporto su ferro e gomma. «Riteniamo fondamentale concretizzare questa proposta che eliminerebbe tanto scontento e ottimizzerebbe il servizio pubblico locale. Si tratta di rivedere l’intero sistema delle tariffazioni: non è possibile che chi fa la tratta Giulianova-Teramo paghi 2 euro e 70 centesimi, a fronte dell’euro corrisposto da chi si reca da Manoppello a Scafa. Dunque se dobbiamo riconsiderare i costi dei biglietti, facciamolo in maniera razionale e non applicando una semplice percentuale sui costi attuali».

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