Iscriviti OnLine
 

Pescara, 05/04/2026
Visitatore n. 752.876



Data: 17/03/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
Riforma del lavoro - Monti: "E' una priorità del governo" Camusso: "Proposte non convincono"

FIRENZE - "La riforma del mercato del lavoro è un tema cruciale e priorità per il Governo", ha affermato in una lettera il presidente del Consiglio, Mario Monti. Ma Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, sulla riforma del mercato del lavoro si tiene più distante e sull'articolo 18 incalza: "Vedremo quali proposte saranno fatte. Quelle sentite finora dal governo non ci convincono, e non vanno bene", ha detto a margine di una iniziativa del sindacato a Firenze. "Gli accordi sono possibili - ha ribadito - quando c'è un merito che viene condiviso: se dovessi dirlo oggi, credo che ci sia ancora della strada da fare".

Resta il nodo flessibilità in uscita. "Per noi l'articolo 18 - ha sottolineato - è una tutela generale, ha una funzione di deterrenza rispetto all'arbitrio sui licenziamenti". "Abbiamo enumerato quali sono le cose necessarie per arrivare ad un accordo - ha continuato - Manutenzione dell'articolo 18 può voler dire tante cose. Se uno ha davanti una macchina, manutenzione può anche voler dire cambiare il motore. Oppure metterci l'olio". Poi, parlando della vicenda in generale, ha ricordato: "Tra datore di lavoro e lavoratore, il soggetto debole è il lavoratore e le tutele servono a tutelare il soggetto debole".

L'ombra del mobbing. "Chi dice che bisogna liberalizzare i licenziamenti disciplinari - ha proseguito la sindacalista - sta dicendo che deve tornare il libero arbitrio nei rapporti tra datori di lavoro e dipendenti. C'è una cosa di cui non si parla ma in queste ore forse è bene ricominciare a parlarne: la maggioranza dei licenziamenti disciplinari che le aziende tentano di fare derivano da processi di mobbing".

I dubbi di Confindustria. Frenata nella trattativa, quindi, che prende ancora più consistenza con le dichiarazioni di Emma Marcegaglia a richiesta di un ripensamento del governo sulla proposta sulla flessibilità in entrata. "La nuova proposta - ha detto la presidente di Confindustria - prevede un aumento di costi e di burocrazia, con il rischio che invece di aumentare l'occupazione ci sia una riduzione".

Fornero resta ottimista. A fronte delle nuove nuvole che si addensano sulla riforma del lavoro, ci ha pensato il ministro Elsa Fornero a cercare di rilanciare. Trovare un accordo nella trattativa, ha ricordato, è "imprescindibile", un "valore aggiunto di notevole importanza alla qualità della riforma". Si tratta, ha aggiunto parlando ad una cerimonia per il decennale delal morte di Marco Biagi, di qualcosa che va "fatto per il Paese e per il suo futuro. Non è contro qualcuno ma per il Paese, il suo futuro e le giovani generazioni che sono il futuro, come sapeva bene Marco Biagi". "Sono fiduciosa che questa riforma si farà con il consenso", ha concluso.

Le ricadute del vertice di maggioranza. Camusso, parlando dell'ipotesi di 'modello tedesco' per la riforma del mercato del lavoro emersa ieri al vertice fra il premier Mario Monti e i segretar 1i dei grandi partiti di maggioranza, ha proseguito: "Continuo a pensare che la trattativa vada fatta con le parti sociali, non ho notizie, se non quelle giornalistiche, su cosa si siano detti vedremo cosa ci dirà il governo al tavolo martedì", ha proseguito. Il punto comunque, secondo Camusso, è un altro: "Noi abbiamo detto, e continuiamo a dire, che anche facendo una bellissima riforma del mercato del lavoro, questo non determina la creazione di un solo posto di lavoro, e che il vero tema per l'Italia è la crescita".

Invece, lamenta Camusso, "se ho capito bene dai giornali il problema del lungo vertice notturno è che ha rimandato la fase della crescita. Ma se è così, non so se saranno più tranquilli i mercati europei, ma credo che gli italiani siano ogni giorno meno tranquilli". "Non si può rinviare il tema della crescita - ha proseguito - forse ci sono altri temi che si possono rinviare. Bisogna creare posti di lavoro, altrimenti anche una buona riforma che potremmo saggiamente fare e non abbiamo ancora fatto, di per se non darà una risposta. L'aspirazione delle persone è di avere un lavoro, non stare in cassa integrazione".

Bersani. E sull'incontro della scorsa notte è tornato oggi anche Pierluigi Bersani. "Si è fatta una discussione buona sul lavoro. Ma non è un accordo, l'accordo tocca alle parti sociali. Diciamo che è venuta fuori con nettezza l'indicazione al governo di lavorare per un accordo", ha precisato il segretario del Pd.

Alfano. A confermare le perplessità della Camusso, arrivano però le parole di Angelino Alfano. "E' stato fatto un buon lavoro del quale sono soddisfatto. Sul mercato del lavoro si va avanti verso una riforma che introduca la flessibilità. Dieci anni fa la stavamo facendo noi e sono state portate in piazza un milione di persone contro quella riforma. Abbiamo fato perdere 10 anni all'Italia", ha commentato il segretario del Pdl.

Vendola. Il leader di Sel stronca l'eventuale accordo. "Oggi non sappiamo ancora qual è la proposta precisa che sta maturando al tavolo del confronto sul mercato del lavoro. Ma certo la proposta di riforma del mercato del lavoro presentata dal governo nella notte, per quello che si conosce, va nella direzione sbagliata, quella già imboccata a suo tempo da Berlusconi".

Abi e Rete imprese. "La riforma del lavoro che il governo va delineando non pare ancora in grado di individuare le giuste soluzioni per la competitività delle imprese e, quindi, per la crescita del sistema paese". Così in una nota la associazioni datoriali (Abi, Cooperative, Ania, Confindustria, Rete Imprese Italia) sulla trattativa in corso.

La Fiat sullo sfondo. Dalla segretaria della Cgil una battuta anche sulla vertenza con la Fiat. "Noi chiediamo al governo - ha detto - che la Fiat investa in Italia. Che faccia dei modelli per essere concorrenziale sul mercato europeo e non consideri l'Italia la ruota di scorta delle produzioni degli altri paesi. Questa mi pare la sfida, rispetto alla quale risposte non ce ne sono", ha aggiunto.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it