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Pescara, 05/04/2026
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17/03/2012
La Repubblica
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Soldi, voti, promesse di lavoro indagine su dipendenti Amat "Venderete biglietti a bordo". |
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PROMESSE di lavoro come venditori di biglietti dell'autobus, una cooperativa che chiede cento euro agli aspiranti, un futuro candidato del Pdl in cabina di regia, un autista dell'Amat al suo fianco. E "Striscia la notizia" che racconta tutto, con una telecamera nascosta. Adesso che il caso è esploso, l'azienda trasporti annuncia provvedimenti durissimi nei confronti dei dipendenti coinvolti nella vicenda della cooperativa "Kraljica Mira Regina della Pace" denunciata dal servizio di Stefania Petyx andato in onda mercoledì sera. I posti di lavoro sarebbero stati promessi, in cambio di voti, da Salvatore Di Liberto, carabiniere, figlio del presidente della cooperativa e sedicente candidato al Consiglio comunale per il Pdl. Nel video trasmesso è lui a parlare,a indicare un conducente Amat seduto accanto a lui, a spiegare come funzionerà il lavoro per la cooperativa che gode «dell'aggancio dei controllori e degli autisti Amat, in molti casi genitori dei componenti della cooperativa». Ieri mattina l'azienda ha avviato un'indagine interna per scovare il personale che avrebbe spalleggiato la coop "Regina della Pace", presieduta da un ex autista dell'Amat. E ha presentato un esposto alla magistratura. Ma il rapporto fra l'azienda trasporti e la cooperativa risale al 2010, quando al Cda dell'Amat arriva un progetto definito «interessante» dallo stesso presidente Mario Bellavista. La cooperativa propone di vendere biglietti alle fermate e sugli autobus, indossando speciali pettorine. Pone però il veto l'associazione delle aziende del trasporto pubblico locale, l'Asstra, facendo presente che soltanto i dipendenti possono svolgere questa funzione. «Conoscevo Di Liberto - dice Bellavista - e il progetto poteva anche essere utile all'azienda sul fronte dell'incremento della vendita dei biglietti, se non fosse che la legge consente di vendere ticket soltanto al personale Amat». Progetto ufficialmente bloccato, dunque, ma da allora le voci cominciano a circolare in modo sempre più insistente: ai figli di alcuni dipendenti arriva, da parte di «fantomatici soggetti» convenzionati con Amat, la proposta di vendere biglietti dell'azienda. «A quel punto - racconta Bellavista - li ho diffidati e ho intimato alla cooperativa, per raccomandata, di non millantare convenzioni con la società». La coop "Regina della Pace" però torna alla carica, bussando questa volta agli uffici e inoltrando una richiesta di convenzione con l'Amat come esercizio commerciale che avrebbe venduto i biglietti come fanno in città tante tabaccherie e edicole. La convenzione viene firmata dalle parti alla fine del 2011. Finché quel nome che ritorna insospettisce qualcuno, e nel gennaio di quest'anno partono i controlli. L'Amat scopre che la cooperativa non dispone di alcun esercizio commerciale, ma soltanto di una sede privata a Brancaccio, e nel mese di febbraio il contratto viene revocato. «A quanto ci risulta- dice Bellavista - non sono mai riusciti ad avviare la vendita di biglietti alle fermate e sugli autobus. Una commissione d'inchiesta verificherà eventuali illeciti disciplinari di nostri dipendenti pronti a spalleggiare la cooperativa. Saremo durissimi con chi si è prestato a questo gioco».
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