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Pescara, 05/04/2026
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Data: 17/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
I 5 bus elettrici vanno recuperati

Gentile Direttore, sul Centro di qualche giorno fa è riportata la sconcertante vicenda di cinque bus elettrici, acquistati dal Comune di Pescara negli anni dal 2001 al 2004, rimasti fino ad oggi inutilizzati perché giudicati tecnicamente inidonei dalla Gtm Spa, cui è affidato il servizio del trasporto pubblico locale. La notizia è stata riportata anche da altri quotidiani, con tanto di dichiarazioni a discolpa rilasciate dai protagonisti della vicenda (l ex sindaco, ingegner Carlo Pace e l’ex direttore della GTM, dottor Tullio Tonelli).
Il pessimo esito dell incauto acquisto, la dice lunga sul grado di approssimazione che ha distinto l’attività amministrativa di pubblico rilievo svolta nel caso di specie dagli Enti interessati. Nel merito, è lecito porsi i punti di domanda che seguono. Com’è stato possibile acquisire i mezzi in due distinte operazioni, atteso che i rotabili della prima fornitura non avevano superato le prove tecniche di funzionamento? E ancora, come si è potuto acquistare cinque autobus elettrici dal rilevante costo storico di alcuni miliardi di lire, affidandosi a un fornitore prossimo al fallimento, in tal modo rinunciando alla clausola di garanzia e persino alla possibilità di esperire le dovute azioni di risarcimento e rivalsa? A quale prezzo effettivo sono stati acquistati i mezzi e qual è stata l entità dello sconto commerciale praticato? I mezzi a trazione ibrida-elettrica circolano ormai dappertutto, ma solo a Pescara non riescono a funzionare regolarmente. Sarà forse dovuto alla superficialità degli amministratori della cosa pubblica? Il sindaco Pace ha dichiarato, a giustificazione della scelta adottata, la propria apprezzabile sensibilità a perseguire per la Città di Pescara una mobilità ecologicamente sostenibile e rispettosa dell ambiente, a tutela della salute pubblica. Come mai, all’epoca, il sindaco non ha immaginato di impiegare convenientemente i bus elettrici sull’ex rilevato ferroviario (cosiddetta strada parco)? Il tracciato, completamente privo di dislivelli da superare, sarebbe stato più che idoneo alla loro sperimentazione, richiesta ripetutamente dai cittadini, al fine di verificare la risposta degli utenti al nuovo servizio offerto. Ciò, nelle more di meglio definire il travagliato progetto a tecnologia innovativa in corso d opera sul medesimo tracciato ovvero, prudenzialmente, di abbandonarlo per le difficoltà tuttora irrisolte sul suo instradamento in sede riservata e, soprattutto, in ragione dei costi ingentissimi di gestione e manutenzione dei giganteschi Phileas, peraltro scelti nell’ improbabile versione filobus, che non ha mai circolato in nessuna città del mondo. In loro vece, converrebbe acquisire filobus tradizionali ampiamente collaudati in Italia e in Europa e con costi di esercizio sensibilmente inferiori, a beneficio del conto economico Gtm e della qualità della vita dei residenti.
Tornando ai bus elettrici, l’ingegner Pierdomenico Fabiani, direttore tecnico della Gtm, ha precisato che trascorsi 7 anni dall’immatricolazione, la Motorizzazione Civile non consente di intervenire sui mezzi per modificarli nel sistema di trazione. Pertanto, non sarebbe ora possibile né sostituire le vecchie batterie con altre più moderne al litio, né addirittura mettere comunque in esercizio gli autobus con la trazione diesel in dotazione. Eppure, tali mezzi si sarebbero rivelati senz’altro utili nello smaltimento del traffico veicolare, per potenziare il servizio urbano in atto deficitario, ma anche per coprire tratte su spazi angusti.
Legittimo, infine, chiedersi perché, per anni, nessuno abbia pensato se e come recuperare in parte quel prezioso capitale immobilizzato, anziché lasciarlo colpevolmente deperire. I sindaci nel frattempo avvicendatisi nell’incarico e persino i presidenti della Gtm, hanno tutti trascurato l’annoso problema dei 5 autobus ecologici, acquisiti con ottime intenzioni e fin qui destinati miseramente a incrementare lo sperpero di risorse pubbliche, al punto che persino la rottamazione sembra essere divenuta un ostacolo insormontabile. In verità, fa meritevole eccezione il sindaco Mascia, di cui ho apprezzato molto la proposta volta a un loro conveniente impiego nel percorso dall’area di risulta agli stabilimenti balneari, al servizio dei turisti e dei bagnanti, onde scoraggiare opportunamente l’uso dell automobile a ridosso della spiaggia. E possibile che non si possa davvero far nulla per il recupero dei rotabili abbandonati nella rimessa comunale di via Maestri del Lavoro?

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