Il segretario di Pescara Futura Mingione: «La candidata è da verificare perché qui c’è qualcuno che non mantiene i patti»
MONTESILVANO. «La politica è fatta così, oggi accade questo e domani potrebbe succedere altro. Con il Pdl ci sono ancora tavoli aperti da definire come Montesilvano e Spoltore». Così Carlo Masci, leader di Pescara Futura, ieri dopo la non elezione della sua esponente Adele Caroli a vicepresidente vicario del consiglio comunale di Pescara. Dunque la spaccatura pescarese potrebbe avere ulteriori ripercussioni sul centrodestra a Montesilvano, dove il Pdl ha già perso diverse componenti confluite in altri partiti e liste civiche e con Cordoma pronto a ricandidarsi.
A questo punto anche la posizione di Manola Musa, segnalata come candidata dal coordinatore provinciale del Pdl Lorenzo Sospiri, non sembra più certa, come spiega Vittorio Mingione, segretario di Pescara Futura: «Il nome della Musa è ancora da vedere e verificare, al momento noi stiamo solo preparando la lista. Naturalmente, quanto accaduto a Pescara, bisognerà farglielo pesare da un’altra parte. Il problema che denunciamo è la mancata coerenza degli impegni presi, per questo non parteciperemo più ai tavoli politici del Pdl, visto che sembra inutile, dato che qualcuno non è in grado di mantenere la parola data. Su Montesilvano cercavamo di individuare un candidato che aiutasse il Pdl».
Dunque anche in città si potrebbe arrivare alla resa dei conti e un indizio in questo senso lo fornisce la stessa Musa, che da quando è stata indicata come candidata da Sospiri, ha sempre preferito non esporsi con dichiarazioni o proclami, ma affermare di aspettare l’ufficializzazione con una conferenza stampa.
Critiche al Pdl arrivano dall’interno: «Sospiri», dice Luca Saraceni, portavoce della mozione Verso un Pdl Europeo, uscita sconfitta dal congresso, «non applica il regolamento del Pdl che prevede le primarie nei Comuni sopra i 15 mila abitanti quando il coordinamento, per i suoi tre quarti, non sceglie un candidato. Abbiamo chiesto subito dopo il congresso di effettuarle, ma Sospiri crede di poter gestire il partito come sempre ha fatto. Si dovrà avere un tavolo di confronto serio, perché la scelta la deve il coordinamento e non il coordinatore. Basta vedere cosa ha provocato la scelta che ha fatto: invece di aggregare ha creato divisioni, ma noi siamo per il rispetto delle regole e il nome della Musa nel coordinamento non è mai stato fatto».
Poi Saraceni si sofferma sul ruolo di Pescara Futura: «Il portavoce Mingione ha reclamato un assessorato a Pescara, ma egli stesso fa parte del del coordinamento del Pdl».
Infine Saraceni rilancia il discorso delle primarie: «Lo stallo politico causato dalla girandola di nomi che sta emergendo nella scelta di un candidato sindaco nell’area del centrodestra ci impongono una attenta e corale riflessione sulle prossime iniziative da adottare per battere il centrosinistra. È evidente che sia necessario rilanciare tempestivamente lo strumento delle primarie con l’obiettivo precipuo di rafforzare la scelta di un candidato sindaco autorevole di area Pdl».
Cordoma resta alla finestra e aspetta
Il sindaco non parla e attende le decisioni del Pdl
MONTESILVANO. Il sindaco Pasquale Cordoma, dopo aver ribadito di non aver mai condiviso e approvato la scelta del coordinatore provinciale Lorenzo Sospiri di puntare sull’assessore della sua giunta Manola Musa, ieri ha preferito non intervenire nel dibattito, ormai molto acceso, all’interno del Pdl e allargato anche all’intera coalizione di centro destra, preferendo restare alla finestra e aspettare quanto accadrà anche alla luce della frattura tra il partito di Sospiri e Pescara Futura, in questo momento ai ferri corti dopo la non elezione di Adele Caroli a vicepresidente vicario del consiglio comunale di Pescara e le conseguenti dimissioni del vice sindaco Berardino Fiorilli.
Come sempre espresso Cordoma è fermamente intenzionato a riproporre la sua figura alla guida della città, ritenendo di aver svolto un buon lavoro in questi cinque anni di amministrazione, ottendendo buoni risultati. Per questi motivi è pronto a candidarsi anche da solo e al di fuori della coalizione di centro destra e del Pdl. Per farlo sta già predisponendo quattro liste civiche pronte a sostenerlo e sempre utili anche in caso di ripensamenti del Pdl sul nome da candidare. Tra i sostenitori del primo cittadino si è già schierato il consigliere del Pdl Benito Olivieri, che si dice «pronto ad appoggiare Cordoma qualora corresse da solo».
Come Olivieri, sul nome di Cordoma potrebbero confluire nelle prossime ore altri esponenti della maggioranza uscente. Il dato ineludibile è la evidente frammentazione con la quale si presenteranno i partiti di centro destra.