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Pescara, 05/04/2026
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Data: 17/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Politica in fermento - Fiorilli si dimette da vicesindaco, sale la tensione. L’assessore invoca un confronto, Sospiri fa il pompiere: la maggioranza c’è

Berardino Fiorilli ha rimesso nelle mani del sindaco Albore Mascia il ruolo di vicesindaco. E’ questo il primo effetto del terremoto provocato ieri in consiglio comunale con la mancata elezione di Adele Caroli a vice presidente vicario dell’assemblea. «Ribadisco la massima fiducia istituzionale e personale nel sindaco Albore Mascia, e soprattutto rinnovo a lui e a tutta la giunta il mio sostegno in quell’azione di governo che ci aspetta per i prossimi due anni e mezzo - ha sottolineato l’assessore Fiorilli - ma quanto accaduto oggi in sala consiliare richiede l’avvio di un chiarimento. Per tale ragione, esclusivamente per senso di responsabilità, ho rimesso la delega di vicesindaco nelle mani del sindaco affinchè con un confronto serrato all’interno del partito, peraltro già richiesto dal coordinatore cittadino Chiavaroli, si possa verificare la credibilità degli accordi stretti all’interno della maggioranza di governo. Le dimissioni sono state rimesse al sindaco, ma per essere trasmesse ai partiti».
E meno male che l’assegnazione della vice presidenza del consiglio comunale a Pescara futura, unitamente al rimpasto di giunta con il secondo assessorato all’Udc, avrebbe dovuto portare in dote a Luigi Mascia la garanzia di una navigazione serena e proficua nei due anni che mancano alla prossima tornata elettorale a Pescara.
Al contrario, il braccio di ferro che ieri in consiglio comunale ha visto l’una contro l’altra le due anime del centrodestra ha prodotto una rottura che rischia di far saltare il banco. Carlo Masci lo ha gridato un secondo dopo la votazione, Lorenzo Sospiri non ha perso tempo a fare da pompiere: «La candidatura di Adele Caroli a vicepresidente vicaria del Consiglio era molto difficile, con ostacoli che attengono al privato e che sicuramente nulla hanno a che vedere con la tenuta della maggioranza di governo» ha detto, invitando i partiti a una riflessione conciliatopria. Paradossale che all’Ufficio di Presidenza siedano ora tre consiglieri che hanno avuto un rapporo strettissimo con l’opposizione, per appartenenza diretta (De Camillis e Di Nisio) o per migrazione temporanea (Caroli).

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