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Pescara, 05/04/2026
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Data: 17/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Caroli spacca il centrodestra, il vice presidente è Di Nisio. L’Idv esulta. Masci: così salta il tavolo politico

Lo sfogo di Carlo Masci dice tutto: «Il tavolo politico è saltato». Il preludio ad una resa dei conti all’interno della maggioranza che ieri, in aula, ha deciso di farsi male da sola regalando la carica di vice presidente vicario del consiglio comunale alle opposizioni: Fausto Di Nisio (Idv) batte Adele Caroli (indipendente federata con Pescara futura) 20 a 17. Non era mai accaduto prima nella storia di Palazzo di città. L’incarico istituzionale all’Ufficio di presidenza, atteso da quattro mesi, spettava infatti alla maggioranza che ieri mattina si era presentata al gran completo in aula, con tutti i numeri per portare a casa il risultato. Ecco perché al termine dello spoglio delle schede, l’elezione di Di Nisio veniva salutata con una ola da stadio sui banchi del centrosinistra, tra stupore e incredulità. Le opposizioni contavano infatti solo 13 consiglieri su 39 votanti, ma le schede che indicavano il nome del loro candidato sono state 20, ben 7 in più, mentre la Caroli si è fermata a 17. Due le bianche.
Franchi tiratori tra i banchi di Fli e dell’Udc, dunque, ma anche del Pdl, dove si è consumata un’altra resa dei conti: quella del post congressi, dopo che l’asse Sospiri-Masci aveva sbaragliato le liste di Pagano e Pastore nella conta delle tessere. Così, anche la mossa fatta ieri in apertura di seduta dal consigliere Renato Ranieri: ritiro della propria candidatura in contrapposizione a quella di Adele Caroli «per il bene del partito», si è rivelata alla fine solo di facciata. Lo stesso Ranieri aveva sparato a zero nel suo intervento, sia contro la Caroli che contro il sindaco Albore Mascia, reo di avere assecondato il percorso tortuoso della sfidante: eletta nel Pdl, transitata in Fli e poi federata con la lista civica di Carlo Masci dopo essersi collocata come indipendente sui banchi del consiglio: «Se avessi mantenuto la mia candidatura - ha esordito Ranieri - avrei vinto. Voglio evitare strumentalizzazioni, non sarò io il vice presidente vicario, ma ho vinto ritrovando gli amici e dimostrando di sapere unire». Tutto qui? Macché, perché le bordati più pesanti dovevano ancora arrivare: «Non capisco - ha continuato Ranieri - la dura e irrevocabile decisione della collega Caroli, che ha stravolto le carte in tavola: fino a ieri seduta tra i banchi delle opposizioni, ora su quelli della maggioranza. E’ lei che avrebbe dovuto fare un passo indietro». A quel punto i consiglieri di opposizione abbandonavano le proprie postazioni mentre si predisponeva l’urna per l’elezione del vice presidente non vicario con una sola candidatura, quella di Adele Caroli. E già qui si capiva che i conti non tornavano nel centrodestra: la consigliera in quota Pescara futura veniva infatti eletta con soli 14 sì su 24 votanti. A quel punto le opposizioni riguadagnavano le loro postazioni per passare alla seconda votazione, quella per la nomina del vice presidente vicario, dove alla candidatura della Caroli veniva questa volta affiancata quella di bandiera di Fausto Di Nisio, senza alcuna speranza di successo per l’esponente dell’Idv. E invece il pronostico veniva incredibilmente ribaltato (20 a 17), come se la squadra Primavera dell’Atalanta avesse battuto il Barcellona di Messi e Guardiola.
Vivacissimo, a margine della seduta del consiglio, il colloquio telefonico tra Carlo Masci e il senatore Andrea Pasatore. Moreno Di Pietrantonio, capogruppo del Pd, ha commentato così: «L’amministrazione Mascia è allo sbando e quanto accaduto in consiglio comunale è lo specchio di una crisi politica non più gestibile che avrà grosse ripercussioni sulla gestione amministrativa del Comune e sulle questioni più urgenti della città, come il porto e lo smaltimento dei rifiuti».
Torna in alto mare anche la trattativa per il rimpasto in giunta, che si era chiusa con l’indicazione del nuovo assessore in rosa fornito dall’Udc: la dirigente Telecom Giovanna Porcaro. Una indicazione che pare sia stata gradita dal sindaco, anche se ora la prima esigenza nel centrodestra è quella di sotterrare l’ascia di guerra, per tornare a ragionare a bocce ferme.

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