L’AQUILA - Ha detto molto più di tante parole il commovente video, mostrato al ministro Francesco Profumo, in cui è stata ripercorsa la storia delle scuole aquilane, dalla tragica notte del 6 aprile fino alle scuole-tendopoli.«Lo stato avrebbe potuto aiutarvi di più», ha esordito il ministro dinanzi ai dirigenti scolastici, al direttore scolastico regionale Giovanna Boda e al presidente della Regione, Gianni Chiodi. La visita all’istituto Leonardo da Vinci è stata occasione per chiedere più docenti e personale Ata, e classi meno numerose. «Per il prossimo anno c’è necessità di trecento posti in più nell’organico, e sessanta per le scuole del cratere -ha sintetizzato il preside, Angelo Mancini- Per quanto riguarda gli Ata, servono quattrocento posti in più nella regione, a cui devono esserne aggiunti sessantacinque per le scuole del cratere». Il ministro non ha detto no, è stato tuttavia molto cauto passando la parola al capo dipartimento Stellacci, e promettendo che tornerà all’Aquila per dare risposte tra due settimane, «con soluzioni più concrete». E ha concesso che «non ci saranno tagli».
Sollecitato poi dalla domanda di una dirigente scolastica, Profumo ha detto che dall’Aquila partirà la grande scommessa della scuola digitale. La Boda ha ricordato che l’emergenza non è finita e che i Musp hanno fatto il loro tempo. Sulla stessa lunghezza d’onda il preside del liceo Scientifico, Natale de Angelo, ricordando anche la necessità di riparare le scuole danneggiate dal sisma. Una circostanza sulla quale ha concordato lo stesso Profumo, chiedendo che si acceleri sulla ricostruzione dei plessi. «Non potremo darvi i trecento posti che chiedete subito, visto che gli organici sono bloccati per tre anni -ha detto Stellacci- , ma ritengo possano essere riconfermati i 199 posti che vi sono stati dati all’ultimo momento per quest’anno. Valuteremo caso per caso, sono disponibile a discutere dell’organico insieme a voi». Il ministro ha espresso la volontà di visitare altre scuole nel cratere, affermando che il Ministero metterà più fondi per la ricerca.
Cancellieri: «Massima attenzione contro le mafie»
L’AQUILA - Rassicura tutti Annamaria Cancellieri: «Ogni movimento di denaro sarà seguito passo dopo passo, l’attenzione sulle possibili infiltrazioni mafiose è massima». Il ministro dell’Interno accompagna Monti passo passo nella sua visita aquilana. Spesso è in compagnia della first lady, Elsa, ma già entrando nel cantiere della nuova prefettura (il varo sembra ancora lontano), a pochi passi da quella vecchia, simbolo della tragedia, si mostra sicura: «Per il lavoro del post-terremoto stiamo lavorando molto bene per cui non ci sono infiltrazioni mafiose. C’è un’intensa attività perché ciò non avvenga e i controlli sono serrati e mirati». Concetto che il ministro ha esteso poco dopo ad Assergi, durante il forum Ocse: «Tutte le opere sono sottoposte al vaglio delle linee guida operative del comitato di sorveglianza per le Grandi opere. Ogni appalto subisce controlli rigorosi. La Prefettura è addirittura in grado di dimostrare in anticipo che alcune ditte non possono partecipare ai lavori. Abbiamo la massima attenzione per scongiurare il tentativo di infiltrazioni, ogni movimento di denaro sarà seguito pass passo».
La nuova frontiera in materia è quella delle «White List» dice Chiodi rispondendo ai cronisti sull’inchiesta che ha riguardato il tentato sbarco in città della ’Ndrangheta. Ovvero elenchi di ditte «pulite» che saranno «garanzia di tranquillità per i cittadini». «I controlli all’Aquila hanno funzionato, sono stati emanati diversi provvedimenti interdittivi. Un contrasto così non c’è mai stato in vicende simili in Italia» ha aggiunto Chiodi in tono perentorio. Anche perché, dice il commissario, «la scelta di affidare la ricostruzione privata ai cittadini è stata fatta e ora va garantita la legalità».
Anche la Cancellieri, dal canto suo, è rimasta fortemente colpita dalla visita della città: «All’Aquila c’è una ferita aperta. È drammatico vedere quello che è accaduto. Però, insomma, si ricomincia».