L’AQUILA. Prima visita ufficiale del premier Mario Monti, ieri in Abruzzo. Con l’occasione di prender parte al convegno dell’Ocse «Abruzzo verso il 2030» che si stava svolgendo all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Gran Sasso, Mario Monti ha voluto far visita al capoluogo d’Abruzzo. Atterrato all’aereoporto dei Parchi di Preturo intorno alle 17, il premier si è diretto davanti alla Casa dello Studente in via XX Settembre, dove la notte del sisma morirono nove studenti. Ad aspettarlo c’era il picchetto d’onore dei Vigili del Fuoco, insieme al sindaco Massimo Cialente, al presidente della Regione Gianni Chiodi e al prefetto Giovanna Maria Iurato. Qualche minuto di raccoglimento davanti alle immagini delle vittime del crollo ed al monumento eretto dai Vigili del Fuoco proprio in memoria delle vittime del plesso studentesco, e poi via verso la nuova sede ancora in fase di ultimazione della Prefettura in via Federico II. Un premier attento e silenzioso, che ha ascoltato per tutto il tempo le parole del sindaco Cialente e del presidente Chiodi. Pochi minuti all’interno del futuro palazzo del governo e poi la tappa immancabile in piazza Duomo, nel primo caffè che ha riaperto in centro storico, quello dei Fratelli Nurzia. All’uscita dal locale, una folla di aquilani lo ha accolto con una standing ovation di applausi. La passeggiata è proseguita fin quasi al centro di piazza Duomo, dove molti cittadini erano ad attenderlo. «Ho avuto l’impressione di una straordinaria bellezza anche così - ha detto il premier Monti prima di risalire in macchina in direzione dell’Infn - Avendo visto al tempo le scene del terremoto in televisione, si può immaginare cosa è stato il passato, ma mi sembra che ci sia una grandissima voglia di fare e l’entusiasmo è palpabile». Alla domanda fatta per sapere se si fosse aspettato così la città, Monti ha detto di no, facendo capire che probabilmente si aspettava che lo stato d’avanzamento della ricostruzione fosse più accentuato. Una visita breve, ma certamente significativa, che ha voluto rimarcare la presenza dello Stato all’Aquila. «Quest’oggi - ha detto Monti al termine del convegno dell’Ocse - ho avuto due forti emozioni. La prima è visitare L'Aquila e la seconda è venire in questo centro di eccellenza come sono i laboratori del Gran Sasso. La tragedia e la sofferenza della città è visibilmente testimoniata nella Casa dello Studente, così come è anche molto visibile, lo spirito di rinascita che ho respirato oggi». Soddisfatto della visita anche Gianni Chiodi che ha detto: «Il lavoro che sta svolgendo il governo Monti, con in prima linea il ministro Fabrizio Barca, evidenzia in modo chiaro la necessità che in questa fase della ricostruzione si tirino le conclusioni di un proficuo e celere dibattito su cosa e come si vuole ricostruire e quali possano essere gli strumenti per il rilancio economico e sociale. Dopo le straordinarie azioni - ha continuato Chiodi - riconducibili alla prima fase dell’emergenza, il governo, insieme con il commissario, può fornire spunti e indirizzi sulla ricostruzione dei centri storici che si sta per avviare. Pertanto - ha concluso - coloro i quali hanno la responsabilità politica di disegnare il futuro dei propri borghi e della propria città, ossia i sindaci e le parti sociali e produttive, ora devono accelerare per definire concretamente nei piani di ricostruzione i contenuti delle loro idee. È arrivato il momento di lasciarsi alle spalle inutili diatribe sul senso dei piani e prendere atto della loro utilità e necessità».