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Data: 18/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso le amministrative (Montesilvano) - Prove di convergenza su Musa ma troppi falchi agitano il Pdl. Sospiri in missione per recuperare qualche dissidente

MONTESILVANO - Per ufficializzare la candidatura a sindaco di Manola Musa a Montesilvano, i vertici provinciali del Pdl stanno tentando disperatamente di ricucire gli strappi (leggi liste civiche) all’interno del partito. Ieri mattina, per inciso, Lorenzo Sospiri ha incontrato Paolo Cilli ed Ernesto De Vincentiis (candidato sindaco della lista Montesilvano in discussione). Al momento troppe le forze centrifughe, desiderose di imbarcarsi da sole in un’avventura che potrebbe rivelarsi pericolosa. In altri termini ogni nuovo arrivato, a digiuno di politica, si illude di potere competere con una propria lista, sicuro di farcela. Non vuole convincersi invece che in certi casi le alleanze sono necessarie e vitali.
Quanto agli strappi del Pdl, gli addetti ai lavori li stanno ricomponendo ma con lentezza esasperante, quasi incuranti dei margini di tempo ormai esigui. Una buona parte della coalizione di centrodestra ha accettato la candidatura dell’assessore Manola Musa, sottoscrivendo il documento di accordo: lo hanno fatto Pdl, Arcobaleno, la Destra e Montesilvano in discussione, anche se quest’ultima però ha posto condizioni particolari, in primis che la coalizione al completo sottoscriva il documento e accetti quindi la candidatura di Manola Musa, senza se e senza ma. Purtroppo a tenere gli animi in sospeso c’è la mancata firma di Rialzati Abruzzo, che dovrebbe arrivare. Se così non fosse, si aprirebbe una profonda crisi nel Pdl.
«Questa firma mancante - spiega Luigi Marchegiani - ci autorizza a pensare che qualcuno stia lavorando ad un altro progetto, magari a spostare Rialzati Abruzzo su un altro fronte. Come se si volesse far pagare a Montesilvano certe vicende pescaresi. E non si capisce che esse costituiscono oggi due realtà diverse e che Montesilvano con i suoi 53 mila abitanti non è un paesetto qualsiasi. Può e deve decidere in modo autonomo e non sottostare ai ricatti politici». Ma da Rialzati Abruzzo non arrivano conferme di strappi in vista: «Aspettiamo di sederci al tavolo e di confrontarci con gli altri».
In un momento di confusione come questo poi, qualcuno torna a parlare di primarie. «Ma non ci sono i tempi necessari - rimarca Marchegiani - e se si facessero, le vincerebbe Cordoma». E che il Pdl, con il resto della coalizione, sia ormai giunto al 90’ è fuori dubbio. Riassumendo: per le primarie (pericolose) non c’è tempo, nel documento dell’accordo manca la firma di Rialzati Abruzzo, la candidatura di Musa non è stata ancora metabolizzata e c’è il rischio che le liste civiche si presentino da sole. Ce ne sarà una anche del sindaco uscente Pasquale Cordoma, che accantonato dal suo partito, vorrà dimostrare quanto valga ancora la sua figura. Lo sosterrà, insieme alle quattro civiche, anche il consigliere Benito Olivieri. Tutti questi motivi messi insieme bastano ed avanzano per decretare la sconfitta della coalizione di centrodestra, la diaspora del Pdl e quindi la recita del de profundis per un partito che cinque anni fa era il più agguerrito. Intanto al nutrito elenco delle liste civiche si aggiunge quella di Valeriano Oronzo, l’arringatore divertente e divertito delle folle, presente anche nelle precedenti tornate elettorali.

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