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Data: 18/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Verso le amministrative (Avezzano) - De Cesare: mi candido per cambiare volto ad Avezzano

AVEZZANO. Parte la corsa di Lorenzo De Cesare alla conquista della poltrona di sindaco. Dopo l’addio al Pdl a causa di frizioni dovute al metodo di scelta del candidato, ora l’ex assessore della giunta Floris dà il via alla campagna elettorale con la lista Alleanza di centro per Avezzano. Ieri mattina, nella sede elettorale di via Mazzini, De Cesare ha anticipato le linee guida del programma.
De Cesare è convinto, in caso di vittoria, di poter far compiere un salto di qualità alla città.
Durante il suo intervento parla di «un sistema da cambiare», e il riferimento non è solo alla macchina amministrativa da «snellire», ma anche a uno standard elettorale che vede da anni confrontarsi ad Avezzano i due schieramenti tradizionali di centrodestra e centrosinistra. «Quando si va contro un sistema», sottolinea De Cesare, «si rischia di farsi male, ma almeno si possono guardare in faccia le persone, camminare a testa alta».
Poi espone i punti qualificanti del suo programma che però sarà presentato ufficialmente entro una settimana. Parla di accorciare i tempi per le «pratiche burocratiche nella macchina del Comune», parla di «cambiamento negli uffici» e di «rimodulazione dei settori che grazie alla professionalità che ci sono si può offrire di più ai cittadini».
Tocca poi anche temi legati alla vita della città, come la necessità di un collegamento pedonale dalla zona nord a quella sud di Avezzano, oppure della vicenda legata alla vendita dei vecchi edifici scolastici che «non saranno venduti ma utilizzati diversamente con un concorso di idee».
Poi rivendica la decisione di non ave tagliato le quote dell’Imu (Imposta municipale): «Perché», afferma, «sarebbe stata solo una propaganda elettorale». Sostenuto dall’ex collega di giunta, l’assessore ai Lavori pubblici Maurizio Bianchini, coordinatore del movimento civico, e dal dirigente nazionale di Alleanza di centro, Angelo Bernardini, si è risparmiato accuse al Pdl, ma ha sottolineato di «non aver condiviso alcune logiche del partito».
Il riferimento è al metodo di scelta del candidato, Italo Cipollone, ora suo avversario.

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