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Pescara, 11/04/2026
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Data: 18/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Zeman rom», caos su Di Primio. Il sindaco di Chieti in tv: «Non venga nella nostra città»

PESCARA - «Zeman a Chieti è meglio se non viene visto che è anche un mezzo rom». Il tono è quello della battuta goliardica, ma ci vuole un istante a capire che l’entrata in tackle è assolutamente a piedi uniti, da cartellino rosso. Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, scatena il putiferio e apre una bagarre tra le città di Chieti e Pescara ancora più aspra di quella che si respirava una decina d’anni fa, in occasione degli ultimi derby giocati tra neroverdi e biancazzurri nella vecchia C1. La polemica ieri ha superato anche i confini dell’immaginazione. Ed è diventata querelle politica, non più solo di campanile.
Il primo cittadino teatino non solo non spegne il fuoco che si era accesso, alcuni giorni fa, dopo il volantino anti Zeman esposto da qualche buontempone che non vorrebbe il tecnico del Pescara tra i premiati del celebre Premio Prisco, ma soffia sulle fiamme scatenando un incendio. La frase incriminata è scappata a Di Primio durante la trasmissione di Rete8 «Prima Pagina», andata in onda giovedì sera. Si parlava di campanilismo in merito alla questione rifiuti e alla mancata apertura della discarica teatina di Casoni ai rifiuti del Pescarese. Il sindaco, chiamato a dire la sua sulla rivalità tra le cittadine, ha apostrofato il tecnico boemo, dicendo anche che lui è «juventino, e per questo Zeman mi è antipatico». Insomma, ha provato a riderci su. Ma nello studio dell’emittente abruzzese era ormai calato il gelo. La consigliera regionale Pd, Marinella Sclocco, seduta di fronte a Di Primio, lo ha invitato a chiedere scusa a Zeman e ai pescaresi. Il sindaco, però, è rimasto impassibile.
La bagarre vera e propria è esplosa però ieri in rete. Su facebook le bacheche di Di Primio e della Sclocco sono state invase da commenti. Non tutti dai toni civili. La consigliera Pd ha scritto sul suo profilo: «Una vergogna per chi riveste un ruolo istituzionale. Una vergogna fomentare il campanilismo in questo momento storico. Irresponsabilità allo stato puro. Mi piacerebbe che il sindaco chiedesse scusa per sé e per tutti i suoi concittadini che mi continuano ad insultare perchè difendo Pescara. Che tristezza».
I siti dei tifosi pescaresi hanno ripubblicato il video della trasmissione, e giù con commenti pesanti. La questione andrà avanti ancora a lungo, siamo sicuri. Per chiuderla, forse sarebbe il caso che gli organizzatori del Premio Prisco si esprimessero in merito. E forse anche i vertici della Regione potrebbero dire la loro. L’Abruzzo non può essere, nel 2012, una terra divisa per campanili.

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