La visita del premier conclusa al relais Elodia: «Il clima è cambiato»
Il clima è cambiato, lo si capisce anche dai dettagli: a cena con premier e mezzo governo, d’altronde, Chiodi e Cialente non ci erano mai andati. Al massimo Silvio Berlusconi si era trattenuto per un frugale pasto in tendopoli o alla Finanza. E invece l’altra sera Mario Monti ha voluto suggellare la ritrovata armonia prolungando la sua prima visita tra le macerie da Elodia, a Camarda. È lì, alle falde del Gran Sasso, gustando le pietanze preparate da Vilma e Nadia Moscardi (quest’ultima chef dei Jeunes Restaurateurs d’Europe) ed Elvir Kapllani, che la svolta sulla ricostruzione è stata servita. Tra un timballo di crespelle con carciofi, noci e ricotta affumicato al ginepro e l’apprezzatissimo (non solo dal premier) agnello di Pizzoli allo zafferano con funghi cardoncelli e crema di patata turchesa, Monti ha tirato le somme della due giorni di studi sulla quale L’Aquila dovrà fondare la rinascita. Da un lato l’accelerazione sulla ricostruzione, dall’altro il sogno della prima «smart-city» italiana, la città intelligente fatta di hi-tech, innovazione, risparmio nei consumi, rispetto per l’ambiente. E, come sancito a cena, il graduale utilizzo dei due miliardi messi a disposizione dall’Inail, sui quali si era accesa un’aspra polemica: 600 milioni sono stati inseriti da Barca nella proposta di futura governance della ricostruzione. In settimana si svolgerà un incontro tra lo stesso ministro, i vertici dell’istituto e Chiodi.
«Le scelte - dice il commissario Gianni Chiodi - si inseriscono in piena continuità con l’azione governo precedente. Le ultime decisioni concrete arrivano da proposte della struttura commissariale e di quella Tecnica di missione». C’è voglia di lavorare, dice Chiodi: «Saranno esaminate tutte le pratiche per le case E entro aprile. Il ritardo non è di 3 anni, ci sono state richieste di proroghe in continuazione e solo il 31 agosto sono stati presentati i progetti. Per i piani di ricostruzione ci sono problemi di cui sono informati Monti e Barca, stiamo trovando le soluzioni. C’è volontà di accelerare».
Il più entusiasta sembra però il sindaco. «Sono soddisfattissimo, c’è grande entusiasmo e anche il premier è molto determinato. È cambiato tutto, è la prima volta che guardo con ottimismo al futuro. Credo di aver fatto bene a pagare un prezzo personale altissimo pur di difendere la città: il governo e l’Ocse hanno riconosciuto che ci sono stati tanti errori. Io non ho litigato, ho lottato per la città. Adesso, però, basta alzare la voce. Bisogna riempire di contenuti i piani». A questo proposito per Cialente «c’è un’identità quasi sovrapponibile tra il piano strategico del Comune e quello presentato dall’Ocse. Abbiamo ottenuto anche alcuni finanziamenti per il rilancio economico e produttivo. Bisogna decidere, ora, cosa chiedere. Sono felice».
La cena è proseguita per circa un’ora, bagnata da un Montepulciano d’Abruzzo 2009 Malandrino Cataldi Madonna consigliato da Antonello Moscardi, sommelier di lungo corso e delegato dell’associazione Nazionale Sommelier. A lui e a Roberto Ianni è toccato l’arduo compito di capitanare la sala in una sera da ricordare. Il premier, inflessibile anche in questo, poco prima delle 10, si è alzato dal tavolo intorno al quale sedevano con lui la moglie Elsa, Barca, Cancellieri, Chiodi, Iurato, Letta e Ferroni. Dopo aver assaporato una gustosa Bavarese al confetto di Sulmona e cioccolato, è salito sul suo Falcon 90 e ha spiccato il volo verso Milano. Facendo esclamare a Cialente: «Vedete? Ora l’aeroporto è attrezzato anche per i voli notturni».