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Data: 19/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Caso Gamberale-Sea. Pisapia riunisce la giunta

Milano, la Procura cerca le prove della turbativa d’asta

MILANO Il Comune ha fretta e la magistratura accelera. Il caso Sea è una spina nel fianco per il sindaco Giuliano Pisapia, che ieri sera ha convocato una riunione informale di giunta per affrontare il caso, e allo stesso tempo è un caso scottante sul tavolo della procura, che ha trasformato il fascicolo da modello 45 (senza indagati né ipotesi di reato) in inchiesta per turbativa d’asta. Quello che fino a pochi giorni fa era uno scarno dossier contenente solo l’intercettazione dell’ex presidente di Autostrade Vito Gamberale trasmessa da Firenze, ora si va riempiendo di contenuti. «Stiamo intensificando il lavoro», dicono gli inquirenti.
Al centro delle indagini, la cessione del 29,75% della società che gestisce gli aeroporti di Milano e Malpensa al fondo F21 di Gamberale. In una telefonata intercettata dai magistrati di Firenze, il manager si sarebbe sincerato con il suo interlocutore che il bando fosse realizzato «su misura» per la sua società. I pm toscani dicono di aver trasmesso la conversazione ai magistrati milanesi lo scorso ottobre, la procura lombarda sostiene di aver ricevuto il materiale a dicembre. Due mesi che fanno una grande differenza, perché in mezzo c’è il 15 novembre, data in cui il consiglio comunale ha varato la delibera Sea. I progetti di Gamberale, tra l’altro, erano ambiziosi e non si limitavano a quel pacchetto vicino al 30%. L’obiettivo era dare la scalata alla società e nelle ultime settimane il manager aveva messo le carte in tavola proponendosi come acquirente di un altro pezzo della società: «Siamo pronti», ha annunciato. Senza porre limiti all’ascesa del suo fondo nell’azionariato: «Certo che il 100% è il traguardo che ognuno vuole raggiungere».
Ora la situazione si complica, anche perché le opposizioni hanno alzato uno sbarramento contro la vendita di un ulteriore pacchetto Sea con la quale il sindaco Giuliano Pisapia conta di tamponare i 580 milioni di disavanzo della spesa corrente. Le soluzioni sul tappeto: quotazione in Borsa di Sea, cessione di un altro 25% del pacchetto del 54% controllato dal comune, creazione di una newco con la provincia (che di Sea ha il 14,5%) per la valorizzazione delle partecipazioni, dato che vendendole insieme il loro valore aumenterebbe. In un comunicato dopo il vertice serale si spiega che sulla «eventuale» cessione di una quota di Sea «nessuna decisione è stata ancora presa». Però si legge anche che l’intenzione è «di definire un forte piano di investimenti per dare risposte concrete alle necessità e allo sviluppo della città nei prossimi anni». E per questo servono soldi. Di questo, e dell’inchiesta giudiziaria, si parlerà oggi in consiglio comunale, dove il Pdl chiederà di istituire una commissione d’inchiesta. «C’è l’esigenza che si verifichi quello che è accaduto», afferma il capogruppo Carlo Masseroli. «Io sono sereno - ribatte Pisapia - Sono sempre molto prudente quando sento di colloqui telefonici in cui c’è chi millanta, chi riferisce cose vere e chi riferisce cose non vere. Dal punto di vista del sindaco, della giunta e dell’amministrazione sono assolutamente tranquillo».

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