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Data: 19/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Dal ministro Elsa Fornero uno stop agli stage gratuiti «Bisogna pagare sempre i giovani che lavorano»

I contenuti. «I contratti a termine devono costare un po’ di più»

ROMA. Il ministro Elsa Fornero ha annunciato l’intenzione di eliminare gli stage post formazione. Ieri sera, a “Che tempo che fa”, entrando anche nel merito dei contenuti della riforma del lavoro, il ministro si è soffermato particolarmente sulla volontà di ridurre, con i nuovi contratti, la precarizzazione dell’occupazione giovanile.
«Stiamo discutendo con le parti sociali nuove forme contrattuali», ha spiegato il ministro. «Oggi ci sono ragazzi che non trovano altre forme di lavoro che non siano stage: lavoro a costo zero, senza remunerazione».
Invece, ha evidenziato Elsa Fornero, il lavoro deve essere sempre retribuito. «Lo stage può essere formativo - ha sostenuto infatti il ministro - ma quando hai finito gli studi lo stage non è più consentito. Chi lavora deve essere pagato. La mia intenzione è eliminare gli stage post-formazione».
Quindi, Fornero ha posto l’attenzione su una delle questioni più delicate che stanno suscitando il malcontento delle parti sociali, in particolare di artigiani e commercianti. La riforma, infatti, vuole rendere più costoso il contratto a termine per favorire i rapporti di lavoro a tempo indeterminato.
«La flessibilità che costa poco finisce con l’essere molto utilizzata al di là delle persone», ha detto ieri sera il ministro del lavoro. «Prendi un lavoratore, lo usi e poi lo mandi via. La flessibilità deve costare un po’ di più, quindi l’impresa deve essere spinta a usare un contratto che io vorrei chiamare “contratto dominante”, che è il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato non blindatissimo».
Su questo tema, nei giorni scorsi, Rete Imprese Italia (che riunisce commercianti e artigiani) aveva contestato fortemente la bozza di riforma, con la minaccia di disdettare gli accordi collettivi. L’innalzamento dei costi della cosiddetta “flessibilità in entrata” ha suscitato anche più di una perplessità da parte dei vertici di Confindustria. Ma il ministro ha spiegato il senso del cosiddetto “premio di stabilizzazione”.
«Le imprese - ha sottolineato il ministro Fornero - si lamentano di questo, ma pagano tutti i fattori produttivi e se hanno necessità di usare lavoro per un po’ determinato lo pagano di più. Se dopo il periodo determinato lo passi a indeterminato, lo Stato restituisce una parte di quel di più che hai pagato, mi sembra un incentivo buono».
«Bisogna rendere l’occupazione dei giovani un po’ più facile - ha aggiunto il ministro Fornero - e un po’ migliore in termine di qualità. Sui giovani si è scaricata tutta la flessibilità, che è stata una flessibilità cattiva, la precarietà». Il governo, perciò, «vuole dare ai giovani la possibilità di impieghi qualitativamente migliori».

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