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Data: 20/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sangritana al palo l’ombra di Trenitalia. Per l’azienda a rischio il settore trasporto passeggeri

LANCIANO - Proprio nell’anno in cui festeggia i suoi cento anni di vita, la Sangritana di Lanciano rischia di perdere il suo servizio più prestigioso, quello del trasporto passeggeri. Altro che il sogno di arrivare alla stazione di Bologna, dopo le prove generali effettuate in occasione del recente Motor Show! Altro che collegamenti con la Puglia e il Lazio e ripristino del Treno della Valle! Della vecchia e gloriosa Sangritana, entrata in attività nel lontano 1912, dal prossimo 30 giugno, potrebbe restare ben poco, con pesanti ripercussioni anche sul piano occupazionale.
L’allarme è stato lanciato ieri mattina, in conferenza stampa a Lanciano, dal capogruppo alla Regione del Partito Democratico, Camillo D’Alessandro, e dal consigliere regionale Claudio Ruffini, componente della commissione vigilanza, presenti i segretari provinciale e locale dello stesso partito, Camillo Di Giuseppe e Leo Marongiu.
«Spulciando tra le carte della Regione - dice D’Alessandro - il gruppo del Pd ha scoperto che il 30 giugno prossimo scade il contratto di servizio per il trasporto passeggeri stipulato tra la Regione Abruzzo e la Sangritana. E non ci potrà essere proroga perché già si è in tale regime e, in questo caso, la legge non prevede una seconda proroga. La Sangritana passerebbe, quindi, sotto l’egida di Trenitalia e l’azienda locale perderebbe ogni potere decisionale, col risultato, alla luce di quanto Trenitalia sta gia facendo altrove, di andare verso licenziamenti e riduzione dei servizi. La Sangritana, insomma, si avvierebbe al declino».
«Noi - aggiunge Ruffini - non ci limitiamo a denunciare, ma indichiamo anche un percorso per uscire da questa grave situazione, occorre però un’azione forte da parte della Sangritana. Il presidente Pasquale Di Nardo deve invocare l’articolo 1339 del codice civile che annulla i contratti «fasulli», qual è quello accordato dalla Regione alla Sangritana nel gennaio 2011 che, per la legge del 9 aprile 2009, non poteva essere di un solo anno, poi prorogato di sei mesi, ma di 6 anni, come la stessa Regione ha fatto con Trenitalia. Non sappiamo se sia stato un errore o, cosa gravissima, un disegno preciso, ma adesso il Presidente della Sangritana può e deve farsi valere». «La realtà - sottolineano Di Giuseppe e Marongiu - è che il centro destra, regionale e provinciale, vuole svuotare questa città, come ha già fatto con la Asl e per tanti altri servizi, e ora vuole provarci anche con la Sangritana».

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