Per percorrere sedici chilometri, dallo stadio di Pescara all’ospedale di Chieti, ha chiesto 90 euro, derubricati a 80 di fronte alle veementi proteste della cliente che poi si è fatta due conti e ha segnalato il caso alla Polizia Ferroviaria, dirigente Davide Zaccone. Ed è la stessa Polfer ad aver denunciato alla magistratura il tassista, un uomo di 51 anni, con l’accusa di truffa aggravata. Vanno subito evidenziati due aspetti: primo, quel giorno, sabato 11 febbraio, nevicava; secondo, la signora accompagnava la madre anziana che avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico urgente, di qui l’accusa di truffa aggravata per abuso della necessità altrui.
Questa è la ricostruzione degli investigatori: al momento dell’arrivo a Chieti il tassista chiede 90 euro, la signora si accorge che il tassametro all’arrivo è spento e si oppone al pagamento forfettario, vuole pagare il percorso secondo tariffa e secondo distanza percorsa, l’uomo insiste ma accorda uno sconto di dieci euro, la donna cede anche in considerazione del fatto che la madre deve essere ricoverata il più presto possibile. In mano le rimane il biglietto da visita del tassista, con il numero di telefono e altre referenze, ma non la ricevuta perchè la ricevuta il tassista non gliela dà.
La Polfer indaga e dice che quel giorno sì, nevicava, ma le strade erano percorribili, anche l’asse attrezzato lo era. Dice sempre la Polfer che la signora avrebbe dovuto pagare 40 euro al massimo considerando le seguenti voci, stabilite dal regolamento comunale: diritto di chiamata, due euro; scatti (88 centesimi nel tratto urbano, 1,32 nel territorio extraurbano); 50 per cento aggiuntivo, per il maltempo e la neve.
La cliente però dice di averne pagati 80. Una cifra che potrebbe essere spiegata - dicono gli investigatori - solo nel caso del noleggio con conducente, cioè di macchina che parte da un garage, e non nel caso di servizio da piazza che prevede, per l’appunto, tassametro e tariffario.
Quali prove ci sono a carico del tassista? La signora era accompagnata dalla madre e quindi c’è un testimone, aveva parlato della disavventura ad altre persone ancora prima che formulasse la denuncia, lo ha riconosciuto subito nella fotografia che gli investigatori le hanno mostrato.
«Abbiamo ragioni di credere che questo non sia l’unico caso di truffa ai danni dei clienti - dice Zaccone - e faccio perciò un appello: chiunque abbia pagato cifre anomale per passaggi in taxi, nei giorni della neve e anche in altre situazioni, faccia denuncia nei nostri uffici».
Il commento di Alberto Corraro, Adiconsum: «Sembra proprio che un tassista abbia voluto approfittare di una persona debole. Prima di dare giudizi, però, bisogna conoscere tutta la storia, non si possono fare generalizzazioni. Come se ne esce da queste situazioni? Aprire il mercato potrebbe accrescere la concorrenza e la concorrenza riduce lo spazio dei furbi. Ai tassisti dico: isolate colleghi che adottano comportamenti sbagliati, comprate magari una pagina del giornale per invitare la gente ad avere fiducia nei vostri confronti».
Franco Venni, Arco: «Io trovo che sia arrogante il comportamento di certi tassisti di Pescara, non per questo caso che non conosco, lo dico pensando per esempio alla necessità di aprire il mercato e dare così un servizio decente alla città ma i conducenti dei taxi non vogliono aprirsi, non vogliono mettersi in discussione. Altra colpa ce l’ha l’amministrazione comunale che dovrebbe riformare il regolamento e non lo fa. E la Regione che dovrebbe istituire un’area di libera circolazione Chieti - Pescara e non lo fa. Ci sarebbe lavoro per tutti, il mercato potrebbe allargarsi e allargandosi si ridurrebbero casi di operatori disonesti».