Il rischio concreto è che ci sia una sorta di assuefazione alle castronerie può o meno in buona fede, anche se grosse. Tipo quelle del sindaco di Chieti Umberto Di Primio che prima ha dato del «mezzo rom» a Zdenek Zeman, e non di certo per fargli un complimento, poi ieri alla "Zanzara" su Radio 24 si è superato. È partito facendo il piacione: «Ho chiesto al Pescara di incontrare Zeman, vorrei essere io a premiarlo a Chieti. Vorrei che fosse anche mio ospite in città»;quindi ha sdrammatizzato: «È stata una battutaccia di cui chiedo scusa, io non so nemmeno di che etnia sia Zeman. Però direi una bugia se dicessi che mi piacciono i campi nomadi...»; infine ci ha rimesso di suo, parlando della passione sportiva: «Trovo bellissimo uno striscione di qualche tempo fa, "Pescaresi zingari e giostrai"...». Una vera genialata di comunicazione ed equilibrio. Purtroppo non è un episodio di «Scherzi (di pessimo gusto) a parte». E non era troppo lontano dalla realtà Gianni Melilla (Sel), quando aveva chiosato: «la giustificazione che ha dato delle sue parole, hanno peggiorato la situazione. Ma poi ho capito che lui non ce l'aveva solo con Zeman. Il suo bersaglio era Pescara, e per questo rispolverava una vecchia e antistorica ruggine campanilistica tra Chieti e Pescara che appartiene ormai solo ad una cultura marginale e plebea, più da tifoserie ultras, ma molto ultras, che ai cittadini interessa ben poco. Spiace che il sindaco di una Città importante come Chieti possa esprimersi in un modo così rozzo e preistorico». In troppi hanno taciuto, preda di imbarazzo o di superficialità, su queste sparate. Stranamente sta zitto anche Santino Spinelli, il "professor rom" sempre pronto a inalberare il vessillo di difensore della cultura romanì; tace l’associazionismo sempre pronto a mobilitarsi; silenti gli implacabili guardiani della costituzione e della democrazia. Per Marco Fars (Rifondazione) «quanto dichiarato dal sindaco Di Primio non può essere derubricato a semplice battuta infelice, né allo storico campanilismo tra Chieti e Pescara»; Giampiero Riccardi (Idv giovani): «Di Primio non rappresenta Chieti. Ancor prima di limitarsi a scuse di circostanza a Zeman, il sindaco chieda sinceramente scusa a tutti i teatini, che al contrario dello stesso Di Primio, non hanno paura di culture diverse». Teatini che avrebbero potuto anche prendere le distanze da chi li rappresenta. Tacciono invece i solitamente impegnati cacciatori di microfoni e di inquadrature tv che frequentano poltrone e palazzi. Per contiguità partitica o perché è meglio non andarsi a impelagare in una vicenda squallida. Contenti loro