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Data: 21/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Di Nardo: la Sangritana è salva. Pd: magari, ma non ci fidiamo. Dopo l’allarme sulla fine del servizio passeggeri e la minaccia di licenziamenti

Per il presidente la Regione sistemerà tutto in fretta

LANCIANO - Preoccupazione tra i 350 dipendenti della Sangritana, dopo la notizia pubblicata ieri (leggi l'articolo) sul rischio che l’azienda, tra qualche mese, possa perdere il suo servizio più prestigioso, quello del trasporto passeggeri. Il taglio, infatti, andrebbe a ripercuotersi anche sui livelli occupazionali, tenendo pure conto che alla Sangritana sta per venire meno il servizio su gomma, che dovrà andare a confluire nel gestore unico di trasporto pubblico regionale.
A tenere tutti col fiato sospeso il fatto che il 30 giugno scade il contratto di servizio per il trasporto passeggeri stipulato tra la Regione Abruzzo e la Sangritana. E non ci potrà essere proroga perché già si è in tale regime e, in questo caso, la legge non prevede una seconda proroga, come hanno denunciato gli esponenti del Pd regionale, Camillo D’Alessandro e Claudio Ruffini.
In pratica, la ferrovia resterebbe, ma la gestione passerebbe a Trenitalia che, come sta facendo altrove, potrebbe procedere a una riduzione dei servizi con conseguenti licenziamenti di personale. Non sarebbe un bel regalo per la Sangritana che proprio quest’anno festeggia i suoi cento anni di attività, essendo entrata in esercizio nel lontano 1912.
Ma il presidente della Sangritana, Pasquale Di Nardo, si dice tranquillo e assicura che il servizio passeggeri su rotaia non sarà tagliato e che il contratto con la Regione sarà messo a posto. «L’attenzione degli esponenti del Pd regionale per la Sangritana ci fa piacere -dice Di Nardo-, ma già ci si stava attivando per portare a sei anni il contratto di esercizio con la Regione. Era stato inserito, al riguardo, un apposito emendamento al decreto sulle liberalizzazioni ma, siccome il Governo ha posto la fiducia, l’emendamento è venuto meno. E allora adotteremo il percorso a cui già avevamo pensato e del quale hanno parlato il capogruppo del Pd, Camillo D’Alessandro, e il consigliere Claudio Ruffini».
In pratica, la via d’uscita è la seguente. Le parti, Regione e Sangritana (ma può farlo anche la sola Sangritana), invocano l’articolo 1.339 del codice civile che annulla i contratti anomali, qual è quello accordato dalla Regione alla Sangritana nel gennaio 2011, che non poteva essere di un solo anno, poi prorogato di sei mesi, ma di sei anni, come la stessa Regione aveva fatto con Trenitalia. «In ogni caso -dicono gli esponenti del Pd- la Regione deve spiegare se quel contratto è stato un errore, oppure un disegno preciso e questo sarebbe molto grave».
Vedremo come andrà a finire. Ma Di Nardo è sicuro che «tutto si metterà a posto e che nel futuro della Sangritana c’è sempre il progetto di arrivare alla stazione di Bologna, come pure i collegamenti con la Puglia e il Lazio e la riattivazione del Treno della Valle».
«Speriamo che tutto vada per il verso giusto -commenta il segretario cittadino del Pd, Leo Marongiu- ma noi di questo centrodestra che governa alla Regione non ci fidiamo, visto che siamo già stati scottati per la Asl e per l’ospedale».

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