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Data: 21/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso le amministrative (L'Aquila) - De Matteis, arriva Cesa. Intesa fatta con la Destra

Dal Sole che ride alla Destra: «Questo è l’ultimo atto» dice Giorgio De Matteis dopo aver incassato il sostegno di Storace e assestato un altro colpo al Pdl, che fino all’ultimo ha provato a convincere Luigi D’Eramo a superare le frizioni causate dalle primarie prima annunciate e poi sparite. In attesa dell’arrivo di Cesa (domani alle 17 alla sede del partito in viale della Croce Rossa), la coalizione «L’Aquila città aperta» si allarga a un’altra lista dopo Mpa, Tutti per L’Aquila, Città Unita-Verdi, Udc, Udeur e il raggruppamento sostenuto dagli amministratori del circondario. Ieri De Matteis, a sorpresa, è intervenuto alla conferenza stampa convocata dalla Destra in Comune per ufficializzare un accordo di cui, in realtà, si parlava già da qualche giorno. D’Eramo ha esordito spiegando la retromarcia e attaccando il Pdl: «Dopo la beffa delle primarie ci è sembrata chiara l’inaffidabilità di Properzi e del partito. Chi non è affidabile per rispettare un patto sottoscritto non può garantire un governo stabile e produttivo». Prima di scegliere De Matteis l’attuale assessore provinciale ha confessato di aver «ascoltato gli amici di sempre, le persone che mi vogliono bene» e di essersi confrontato con «importanti fette dell’elettorato». «Presentare la mia candidatura a sindaco - ha aggiunto - avrebbe rappresentato solo un ulteriore frazionamento delle forze in campo». Con De Matteis, ha concluso, «c’è perfetta sintonia dal punto di vista programmatico, per una ricostruzione certa e un ricambio generazionale».
Il commissario del partito, Valerio Di Pasquale, ha usato toni trionfalistici: «Abbiamo scelto con convinzione, non per mancanza di alternative. Diciamo basta agli schemi di convenienza. De Matteis ha dimostrato di essere un leader, costruendo la coalizione più importante e vasta: non un mini terzo polo in salsa aquilana, non un raggruppamento di centro». Di Pasquale ha messo le mani avanti, anticipando gli scettici: «Dalla Destra ai Verdi? Questo è un punto di forza. Quello che conta di più non sono le sigle e i partiti, ma la capacita di governare uomini e progetti». Non di questo parere il Pd: «Ai Verdi e all’Udc chiediamo dove sia la coerenza di questa alleanza - dice il segretario regionale Silvio Paolucci -. Vorremmo sapere come questi due partiti giustificheranno la svolta ai loro elettorati».
De Matteis, dal canto suo, gongola. Si è detto «oltremodo contento dell’accordo», ha lodato «la coerenza e la correttezza» dell’opposizione di D’Eramo in consiglio comunale, ha ricordato la manifestazione organizzata dal partito al Ridotto qualche giorno fa («Sono riusciti a riempire il teatro più di quanto abbia fatto Bersani»). Poi è sceso sui temi più squisitamente politici: «Superiamo gli antichi schemi della politica in nome degli interessi della città. È un segnale oggettivo di cambiamento del sistema. C’è una richiesta che supera i meccanismi dell’appartenenza». Poi, immancabili, le stoccate al sindaco. «Ha incassato quattro colpi dal governo negli ultimi giorni: Chiodi, Fontana e la filiera restano, il piano di ricostruzione del Comune non serve. Gli è stato trasmesso un messaggio forte e chiaro: basta chiacchiere e sciocchezze. È mancata totalmente a Cialente la capacità di fornire una parvenza di idea strategica per la città. Non c’e stata amministrazione, basta vedere il caso dei fondi Inail».

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