MONTESILVANO. Titolo di studio ragioniera, professione imprenditrice con la società edile fondata dal padre, la Immobiliare Marcangelo srl, sposata e mamma di due bambini, Benedetta e Simone. Eccola la fotografia di Manola Musa, 36 anni, eletta consigliere comunale di An per la prima volta il 14 giugno 2007 con 216 voti e diventata assessore Pdl due anni dopo. «Il dado è tratto, sarà Musa il candidato sindaco», dice Luigi Marchegiani, capogruppo Pdl. Per i ribelli del Pdl, invece, la scelta non è così scontata. Musa non commenta: per ora, vuole restare dietro le quinte e lasciare le polemiche agli altri.
Imprenditrice con un reddito di 15.085 euro (dichiarazione 2008, riferita al 2007), sposata con l’artigiano Fabio Venneri e residente in via Vestina, a Villa Carmine, Manola Musa è, per ora, il candidato sindaco del centrodestra: l’investitura ufficiale è attesa il 30 marzo prossimo con la visita a Montesilvano dell’ex ministro della Gioventù Giorgia Meloni (Pdl).
L’ADDIO AL PDL. Eletta con An e passata al Pdl, Musa è uscita dal partito in contrasto con il sindaco Pdl Pasquale Cordoma e ancor di più con il coordinatore provinciale Pdl Lorenzo Sospiri. Ora è vicina alla lista civica Città nuove fondata dalla governatrice del Lazio Renata Polverini: «Basta a riunioni mercenarie, a uomini che non hanno il coraggio di esporre i propri pensieri, basta a chi per una poltrona scende a compromessi con la morale, a chi crede che la politica serva solo a sistemare amici e parenti», così Musa l’8 febbraio scorso ha sbattuto la porta. Un idillio andato in frantumi ma, dall’8 febbraio, qualcosa si è mosso nelle stanze della politica: Sospiri, primo bersaglio di Musa, oggi è il suo primo sostenitore.
CORDOMA. E Cordoma? Il rapporto tra Musa e Cordoma è rimasto saldo fino ai primi giorni di febbraio: la fedeltà di Musa ha retto anche ai sospetti e alle inchieste giudiziarie (sette) aperte sul sindaco. A testimoniarlo è un passaggio di un’informativa della squadra mobile di Pescara trasmessa alla procura: un documento che rivela un retroscena della politica di Montesilvano. Quando Cordoma, all’apice dell’inchiesta sui rifiuti dell’Ecoemme (è indagato con Sospiri, Musa è estranea), ha deciso di revocare le dimissioni e restare sindaco, per prima cosa, ha informato proprio Musa con una telefonata alle 18,33 del 18 ottobre 2010. «Meraviglia», dice il rapporto, «con quanta sicurezza Cordoma, all’uscita dallo studio del legale Augusto La Morgia esultasse unitamente a Manola Musa, la prima a essere informata che poteva ritirare le dimissioni. Indubbia la genuinità delle affermazioni alla luce del rapporto confidenziale che legava i due amministratori: “Tutto a posto mi hanno detto... fai, fai... mi hanno detto vai avanti”. Musa nella circostanza si rallegrava».
SOSPIRI. Le stesse carte dell’inchiesta raccontano un rapporto di stretta collaborazione anche con Sospiri: in un’intercettazione, Sospiri e Musa parlano delle attività del Comune. La sintesi della Mobile è questa: «Sospiri, dialogando con Manola Musa, avendo appreso da Cordoma stesso della volontà di sostituire il presidente dell’Azienda speciale Paola Sardella, si adoperava affinché alla stessa, che aveva sostenuto Sospiri alle regionali, fosse garantita altra sistemazione». Ecco uno stralcio del colloquio.
Sospiri: «Cordoma che la vuole cacciare dalla presidenza della Ferrigno».
Musa: «Fa bene perché sta a combinare una frega di casini... arriverà un altro cda da qualche altra parte».
Altro colloquio tra Musa e Sospiri rimbalzato negli atti dell’inchiesta riguarda la realizzazione di un centro commerciale a Villa Carmine. È un dialogo in cui Musa, per la Mobile, esprime «risentimento» verso Cordoma e si sfoga: «Ma con il cavolo che il partito lo fa ricandidare, eh», è la previsione di Musa risalente al 20 marzo 2009.
DISSIDI. Su Musa non c’è ancora l’accordo nel centrodestra anche se il 2 e 3 aprile saranno i giorni della presentazione delle liste. Stefania Di Nicola, ribelle del Pdl passata a Montesilvano in discussione, la vede così: «Musa è una donna che lavora, tenace, e quando si mette una cosa in testa fa di tutto per portarla a termine. In cinque anni ha fatto una grande carriera, da consigliera, fino ad assessore e ora probabile candidato sindaco. Ma», sottolinea Di Nicola, «per amministrare una città di 50 mila abitanti serve qualcosa in più. La scelta è caduta su Musa soprattutto per la necessità di un passo indietro di Cordoma. Del resto, quando è uscita dal Pdl, ha fatto dichiarazioni contro Sospiri: ora non so cosa sia accaduto nel partito. A me fa ridere che non si riesca ancora a decidere il candidato sindaco: noi non abbiamo voluto mettere altra carne sul fuoco per ricompattare il centrodestra, ma il passo indietro che ha fatto Ernesto De Vincentiis, candidato di Montesilvano in Discussione, non è stato ancora ben raccolto».
«DADO TRATTO». Luigi Marchegiani, capogruppo Pdl, è certo però che sarà Musa il candidato sindaco: «Come tutte le donne ha la capacità di perseguire gli obiettivi e lo ha dimostrato anche in giunta. Ormai, il dato è tratto: a giorni l’annuncio ufficiale».