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Pescara, 11/04/2026
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Data: 21/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Di Primio è il sindaco più gradito in Abruzzo. Cialente passa dal 13º al 30º posto, Brucchi l’unico in salita. Albore Mascia rimane fuori

Il primo cittadino di Pescara non nasconde il suo malumore: difficile governare di fronte a così tanti problemi

PESCARA. Sono tre i sindaci abruzzesi fra i 50 più amati d’Italia. Umberto Di Primio (Chieti) comanda la pattuglia al 14º posto della classifica, malgrado un calo di consensi che gli ha fatto perdere 4 posizioni. Molto più in basso ci sono Massimo Cialente (L’Aquila), precipitato dal 13º al 30º posto, e Maurizio Brucchi (Teramo): quest’ultimo è l’unico che ha scalato una posizione (dal 32º al 31º). Assente, perché non ha raggiunto il 55% dei consensi, il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia.
La classifica è stata stilata in base ai risultati del 16º sondaggio condotto ogni sei mesi da Monitorcittà-Datamonitor. I dati sono riferiti al secondo trimestre 2011 e lasciano anche questa volta fuori dalla graduatoria il sindaco di Pescara. Così come nessuna città abruzzese rientra fra le prime 20 quanto a soddisfazione dei cittadini sulla qualità dei servizi erogati.
Il sindaco più apprezzato d’Italia è secondo l’indagine Luigi De Magistris (Napoli, Idv), seguito da Flavio Tosi (Verona, Lega) e da Piero Fassino (Torino, Pd). In salita, con un +3,6%, Massimo Zedda, sindaco Pd di Cagliari, che si piazza al quarto posto e supera Vincenzo De Luca (Salerno, Pd) che scende al quinto posto con 63,5% (in calo del 2%).
Per Umberto Di Primio (Pdl) si tratta di una sostanziale conferma dopo il 10º posto di sei mesi fa. Dall’indagine Di Primio rimane il sindaco abruzzese più amato dai suoi concittadini malgrado una leggera flessione (-2,6%) dei consensi (58,7%) che gli hanno fatto perdere 4 posizioni.
Il salto all’indietro più lungo lo compie il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente (Pd), candidato alle prossime elezioni, perché in 6 mesi avrebbe perso il 3% dei gradimenti. «I sondaggi sono sempre da prendere con cautela», commenta il deputato aquilano del Pd Giovanni Lolli, «il risultato vero arriverà dalle elezioni». Gianfranco Giuliante, una delle “anime” del Pdl aquilano, è molto più scettico: «I sondaggi lasciano il tempo che trovano, non sono affidabili, basta vedere quello che diceva che Stefania Pezzopane era la presidente della Provincia più gradita in Italia».
Il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi (Pdl) - l’unico abruzzese ad aver fatto registrare una leggera progressione - “legge” la classifica in un altro modo: «In tempi di “magra” come questi per le amministrazioni locali si tratta di un risultato importante». E dall’indagine Brucchi trae lo slancio per lanciarsi nella ricandidatura a sindaco: «Ho già dato la mia disponibilità al partito, veder crescere il consenso nei miei confronti rappresenta un aiuto nella scelta».
Il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia (Pdl) fa poco per tradire il suo malumore di fronte al fatto di essere rimasto per la seconda volta fuori dalla classifica dei 50 sindaci più amati. Cinque mesi fa aveva commentato la sua esclusione come «uno sprone a lavorare in modo ancora più intenso per la città». Questa volta abbandona la diplomazia: «Pescara è la città più difficile d’Abruzzo, a parte L’Aquila che ha una situazione a sè. I problemi di Pescara come lo smog, il dragaggio, il traffico o le antenne di San Silvestro non sono paragonabili a quelli di Chieti o Teramo. E questa unicità rende difficile la vita a qualunque sindaco, sopratutto in un momento in cui le risorse non ci sono. Fermo restando», conclude Mascia, «che sono sicuro di essere al di sopra del 50%, che vuol dire vittoria elettorale al primo turno». (cr.re.)

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