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Pescara, 11/04/2026
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21/03/2012
Il Messaggero
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«Dopo i rom, gli ebrei?». E’ bufera su Di Primio. Anci, Alexian e Melilla all’attacco del sindaco di Chieti. Di Stefano: «Si è fatto trascinare dagli ultras» |
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Per Alexian Santino Spinelli, musicista e docente di lingua romanì all’università d’Annunzio, «in un Paese veramente civile le affermazioni di Di Primio avrebbero reso inevitabili le dimissioni; in un Paese veramente civile, il razzismo dovrebbe essere perseguito in termini di legge. Caro sindaco, ricorda di avermi invitato a Chieti come testimonial alla Festa dei popoli? Come ha fatto a dimenticare quell’episodio? Dovrebbe chiedere scusa non soltanto alla popolazione romanì, ma anche a quei rom che si impegnano quotidianamente per onorare l’Italia». Gianni Melilla, coordinatore regionale di Sel: «Mi ha colpito innanzitutto la cultura razzista di Di Primio nei confronti dei rom. Poi la sua ignoranza, visto che dove è nato il boemo Zeman non c’è una particolare presenza dei rom come in Romania o in altri Paesi balcanici. Ma lui non ce l’aveva solo con Zeman. il suo bersaglio era Pescara, e per questo rispolverava una vecchia e antistorica ruggine campanilistica tra Chieti e Pescara che appartiene ormai solo ad una cultura marginale e plebea, più da tifoserie ultras, ma molto ultras, e che ai cittadini interessa ben poco. Spiace che il Sindaco di una città importante come Chieti possa esprimersi in un modo così rozzo e preistorico. Conoscendo Umberto Di Primio ho stentato a credere che avesse potuto dire quelle cose. Pescara e Chieti sono accomunate non solo dal presente, ma soprattutto dal futuro. Il sindaco di Chieti sappia, dunque, chiedere scusa. Quanto a Zeman, sappia che noi tutti lo stimiamo innanzitutto come persona, e poi naturalmente per le capacità professionali che sta confermando in questo campionato con il gioco e i risultati del Pescara». Prova a dare una mano al sindaco e collega di partito il senatore Pdl Fabrizio Di Stefabno: «Forse il mio amico Umberto si è lasciato prendere la mano dagli ultras della curva teatina. Una cosa sono i problemi della discarica di Chieti e delle sue capacità di assorbimento, una cosa sono le antistoriche polemiche di campanile. Tra l’altro personalmente apprezzo molto Zeman che è boemo e lo ritengo uno dei migliori allenatori in circolazione. Non è il problema delle squadre di calcio, oggi il problema è di un’area metropolitana che deve trovare equilibri opportuni scevri dai campanilismi ma mantenendo integre le specifiche identità territoriali».
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