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Data: 21/03/2012
Testata giornalistica: La Sicilia
«Paura di restare coi serbatoi vuoti» L'Ast sull'orlo del baratro: autoparco obsoleto, fornitori non pagati, corse saltate, utenti inferociti

Palermo. «Arrivare alla fine di una corsa con la preoccupazione che termini il carburante. In ansia, con gli occhi puntati sulla strada e su quella spia che tristemente segnala l'assenza di gasolio nei serbatoi dell'autobus colmo di passeggeri». Sono queste le storie raccontate dagli autisti dell'Ast (Azienda Siciliana Trasporti) sugli aneddoti che accadono durante il regolare servizio di trasporto pubblico effettuato con autobus obsoleti e soprattutto con l'assenza di gasolio. «In molti casi - ha sottolineato un dipendente dell'Ast - visto che i nostri depositi sono vuoti, siamo costretti a fare la fila nei comuni distributori e anticipare i soldi per il gasolio per evitare di interrompere la corsa. Cerchiamo così di evitare ulteriori disagi ai numerosi utenti che giornalmente usufruiscono dei nostri servizi». Fornitori non pagati, corse saltate, sindaci dei Comuni in rivolta, personale pagato per non lavorare e soprattutto utenti inferociti che, visti i continui disservizi, chiedono il rimborso di biglietti e abbonamenti. Questa la triste situazione, stando ai Cobas, in cui versa l'azienda di trasporto pubblico partecipata della Regione, che rischia di sprofondare nel baratro della crisi non potendo più coprire tutte le tratte previste nell'Isola. Oltre a curare i trasporti nelle varie province siciliane, l'Ast ha garantito finora il trasporto urbano in 17 centri minori, ma il piano di ristrutturazione aziendale sta falciando sempre più un'azienda storica e fondamentale per il trasporto dei pendolari. Una crisi che parte da lontano e che sembra essere destinata ad una difficile soluzione. «Alla politica non interessa più l'Ast - afferma un autista che ha appena ultimato una corsa - e noi siamo giornalmente costretti a giustificare ai tanti passeggeri continui disservizi e ritardi». A questo si aggiungono le problematiche legate alla pulizie dei mezzi, la difficoltà delle officine nell'acquisto di i pezzi di ricambio, un parco macchine sempre più vetusto e malandato. «La verità - commentano i Cobas - è che l'Ast deve fallire in maniera tale che i privati entrino prepotentemente nella gestione di un'azienda che non riesce più a garantire il proprio ruolo istituzionale: quello, cioè, di garantire le esigenze di mobilità della popolazione. Ecco il vero motivo - continuano i Cobas - per cui i finanziamenti e i contributi vengono accreditati con il contagocce e in ritardo». I sindacati continuano a chiedere al governo regionale chiarimenti sul futuro dell'azienda che la Regione vorrebbe incorporare attraverso una fusione con la Jonica Trasporti spa, la società privata partecipata dell'Ast. Tale operazione per i sindacati «potrebbe agevolare proprio i soci privati della Jonica nella futura gestione dell'azienda». L'Ast fino a dicembre scorso vantava crediti presso la Regione Sicilia per una cifra pari a 34 milioni di euro. Ad erodere questa cifra di sicurezza sono bastati i debiti accumulati fino ad una cifra di 18 milioni di euro, ritardi nei pagamenti degli ultimi stipendi del 2011 e ben 800 autobus obsoleti che vengono mantenuti in corsa grazie a costanti operazioni di manutenzione con la fuga dei distributori di carburante, non più disponibili a praticare prezzi all'ingrosso.

«Arrivano la nafta e i pezzi di ricambio i bus tornano in strada»

L'allarme è rientrato, almeno per il momento, e il servizio è stato ripristinato nei suoi abituali standard, almeno così assicura l'azienda, anche se potranno essere solo gli utenti, ovvero i passeggeri, a dire se veramente l'Ast è uscita dall'emergenza che ha portato a una riduzione dei bus in circolazione fino al 40 per cento, lunedì della precedente settimana. «La situazione si è normalizzata, come era stato previsto - afferma l'ing. Andrea Ugo Fiduccia, responsabile della sede catanese dell'Ast - sia per quanto riguarda l'acquisto della nafta che per i ricambi dei mezzi». Nelle ultime settimane si sono registrati diversi disagi, molte corse sono saltate senza preavviso o sono state ridotte, tutto perché l'azienda lamenta una condizione di sofferenza per i ritardi nella trasmissione di somme da parte della Regione, che hanno comportato difficoltà nell'approvvigionamento di carburante per i bus e di forniture di pezzi di ricambio per i mezzi. L'Ast, l'Azienda siciliana Trasporti nasce nel 1947, nel 2006 ha realizzato il progetto di trasformazione da ente giuridico pubblico a società per azioni. Il personale in servizio nell'azienda è attualmente pari a circa mille unità. Nella provincia di Catania il personale in servizio è di circa 200 unità. Nella provincia l'Ast provvede al servizio urbano nei comuni di Acireale, Caltagirone, Paterno, nella Caltagirone-S. Pietro, e anche nei Comuni di Carlentini, Lentini e Gela, che pure fanno parte di altre province. Altre trentacinque linee di tipo extraurbano coprono capillarmente la zona pedemontana della città, fino a sconfinare nelle province di Agrigento, Siracusa, Enna, Ragusa. Alcune delle linee sono a servizio dei collegamenti aeroportuali, altre sono dedicate ai tragitti scolastici.

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