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Data: 22/03/2012
Testata giornalistica: La Stampa
Cota alle Ferrovie "penali massime"

Linee a rischio In alcuni casi, spiegano dall'assessorato, le tratte abolite saranno lastricate e trasformate in corsie preferenziali per i pullman La bordata, ad alzo zero, è stata sparata dal Consiglio regionale che da qualche giorno Roberto Cota presidia con assiduità senza precedenti per scongiurare trappole e trappoloni alla riforma sanitaria in discussione. Nel mirino non le opposizioni ma Trenitalia, responsabile dei ritardi sui treni oggetto di frequenti lamentele da parte di cittadini e amministratori locali. Dai e dai, negli ultimi giorni sono arrivate fino alla Regione: lunedì se l'era presa Barbara Bonino; ieri è intervenuto il governatore, con una vis polemica che ha fatto impallidire il malumore dell'assessore ai Trasporti. La rabbia Il titolo del comunicato - seguito alla convocazione, sempre a Palazzo Lascaris, del direttore regionale di Trenitalia -, è tutto un programma: «Presidente Cota: arrabbiato per i disservizi di Trenitalia in Piemonte. Interverremo». Un proclama, più che un commento, letto con qualche apprensione negli uffici dell'assessorato ai Trasporti: dove le trattative con le Ferrovie, quanto a tempi e complessità, non hanno nulla da invidiare a quelle della Farnesina. A mandare in bestia Cota, seguito a ruota dai consiglieri leghisti Tiramani e Angeleri, sono sostanzialmente due cose, anzi tre: i ritardi sulla tabella di marcia dei convogli, specie nel Piemonte Orientale, le giustificazioni «evanescenti» dell'azienda, il timore che i disservizi vengano addebitati a tagli dell'ente pubblico. Per esserci ci saranno, i tagli: a giorni Bonino annuncerà un piano di razionalizzazione delle tratte piemontesi caratterizzato dalla soppressione di alcune linee affidate al trasporto su gomma (come la Pinerolo-Torre Pellice, la Chivasso-Asti e la Cuneo-Saluzzo). Ma questo è il futuro (prossimo). «Paghiamo il servizio fino all'ultimo euro - ha tuonato il governatore, che dopo il muro contro muro tra Bresso e le Fs ha inaugurato una nuova stagione di rapporti con l'azienda (e per questo ci mette la faccia) -. I problemi non si risolvono con la bacchetta magica, ma il trasporto pubblico locale ha un costo immenso: dev'esserci un ritorno concreto e devono esserci i treni, non la caccia al tesoro tutte le mattine da parte dei pendolari». La controffensiva Altrimenti? «Applicheremo le penali nella misura massima ma potremmo fare di peggio». Per esempio, non riconoscere più all'operatore le spese corrispondenti ai disservizi. Martedì prossimo nuova riunione con Trenitalia: «Voglio verificare che i disagi siano risolti». Decisamente più diplomatica la posizione dell'assessore. «Abbiamo chiesto a Trenitalia un forte impegno per migliorare i servizi del Piemonte orientale», commenta Bonino. In ogni caso, «i problemi delle tratte novaresi, vercellesi e verbane non devono cancellare i risultati ottenuti sulle linee oggetto di riprogrammazione da parte della Regione. In questi due anni abbiamo instaurato una buona collaborazione con Trenitalia, che ha portato a risultati oggettivi: l'indice di puntualità è del 91,4%». Conclusione: «L'opera non è completa, il "tesoretto" accumulato per i disservizi del 2011 lo dimostra, ma la strada è quella giusta». 12 milioni di sanzioni Sono le penali che la Regione applicherà a Trenitalia per le violazioni nel 2011: ritardi dei convogli, soppressioni, scarsa pulizia dei treni

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