Blocco del traffico Contro l’inquinamento niente circolazione in centro. Code, disagi e malumori
Antonio Fragassi Sfrattate dal centro, le polveri sottili si sono trasferite per cinque ore (tre al mattino, due al pomeriggio) nelle estremità nord e sud della città. La prima giornata anti-smog ha confermato pregi e difetti di una misura troppo timida per incidere sia sulla mentalità dei pescaresi sia sui livelli di inquinamento. Siccome era il debutto (le altre due si terranno il 29 marzo e il 5 aprile), i vigili urbani non hanno elevato multe ai soliti furbetti che, facendo finta di non sapere nulla, si sono ritrovati in pieno centro: scelta buonista che la Municipale non ripeterà nei prossimi due appuntamenti. Gli ingorghi e i momenti di tensione si sono verificati in via Cadorna e in via Nicola Fabrizi, mettendo a dura prova i nervi dei vigili e dei volontari della Protezione civile, specie in mattinata. La causa è che troppe persone in buona fede non sapevano nulla della chiusura totale al traffico e infatti le proteste più forti ci sono state in via Cadorna all’incrocio con viale Kennedy, con ovvio intasamento della riviera dove erano costretti a deviare tutti coloro che volevano raggiungere il centro. Fra i tanti che non sapevano ce n’erano altri che facevano finta di non sapere provando a forzare, in qualche caso con successo e con palese arroganza, i varchi. Evidentemente cinque giorni di tam tam su giornali, radio, tivù e 10mila volantini non sono bastati a informare in modo capillare. All’interno del problema generale si inserisce quello particolare della mancanza di cartelli ai varchi d’ingresso (ce n’erano 80), almeno davanti a quelli strategici, com’era appunto via Cadorna nord, via Primo Vere a sud e altri nelle grandi vie di circolazione. Abbiamo verificato personalmente che la presenza fisica di vigili e volontari non è stata sufficiente a convincere gli scettici. Una carenza segnalata dagli stessi agenti della Municipale, ma senza esito: «Sono dieci anni che chiediamo l’installazione di cartelli, - hanno detto alcuni vigili - da esporre ovviamente in anticipo rispetto allo svolgimento delle giornate ecologiche, ci hanno sempre risposto che costano troppo, secondo noi invece sarebbero molto utili». Dai cittadini sale la domanda di maggiore informazione, ma anche l’invito al Comune di avere più coraggio, rendendo fisso l’appuntamento e, se possibile, estenderlo a un’intera giornata lavorativa. Promossa dai Giovani dell’Udc, la chiusura al traffico viene ritenuta «un palliativo» dalla Confcommercio, che chiede «la realizzazione di nuovi parcheggi. E’ impensabile operare interventi sulla viabilità e procedere alle pedonalizzazioni, senza prima prevedere un piano parcheggi in grado di accogliere le migliaia di auto costrette a girare intorno alle zone chiuse al traffico in cerca di un posto».
«Lei non sa chi sono io» e sfreccia con il Suv
Viale Kennedy, ore 9.55. La rassegnata volontaria della Protezione civile riesce a dimostrare calma e pazienza anche di fronte al giovane con mega Suv nippocoreano e occhiali da sole d’ordinanza, che chiede, anzi pretende, di passare; poi sfodera un foglio e, con il tono del «lei non sa chi sono io», dice che è un carabiniere. L’auto non è di servizio, lui non è in divisa, ma certe eccezioni gli sembrano persino irritanti perché alza la voce che risuona più forte della sgommata virile: «i carabinieri sono sempre in servizio». E sfreccia su viale Kennedy incurante di divieti, ordinanze, transenne, con quell’arroganza del potere di chi, invece di far rispettare la Legge, si ritiene forse al di sopra dei comuni mortali. Sconsolata e sgomenta l’addetta della Protezione civile. Senza scomodare teorie psicanalitiche su Suv e modi di esprimersi, il «lei nonsa chi sono io», indipendentemente da tesserini e dai dati anagrafici, descrive perfettamente chi è quel giovanottone, già segnalato attraverso la targa dell’auto al Comando dei carabinieri. Nonostante i pochi capelli una lavata di capo dai superiori non gliela toglierà nessuno.