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Pescara, 11/04/2026
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Data: 23/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Riforma del lavoro - Di Cesare preoccupato «Addio alla Cig in deroga ha tamponato la crisi» Campo ai parlamentari «Aiutateci a portare le modifiche corrette»

PESCARA- «Non possiamo accettare che non ci sia la certezza del reintegro per i lavoratori ingiustamente licenziati: è una questione di civiltà, di dignità del lavoro». Così, Gianni Di Cesare, segretario regionale Cgil, spiega i perchè della mobilitazione imperniata sul No alla modifica dell’articolo 18. Che, anche in Abruzzo, finora avrebbe svolto un’azione di deterrente ai licenziamenti facili. Ma c’è dell’altro, in una regione dall’economia ancora fragile. «Non incentiverà l’occupazione, temiamo semmai possa fare aumentare i licenziamenti, mascherando come individuali quelli collettivi», avverte Di Cesare. In attesa di avere in mano i testi definitivi, la Cgil esprime preoccupazioni su un altro aspetto aperto della riforma del mercato del lavoro che, in particolare in Abruzzo, potrebbe avere effetti più che pesanti: la fine della copertura della cassa integrazione in deroga; l’interrogativo sarebbe nel 2013. «E’ un punto molto delicato per l’Abruzzo, quando i segnali per i prossimi mesi non sono positivi - avverte Di Cesare -: la cassa in deroga ha permesso finora di tamponare gli effetti della crisi, che ha attraversato tutti i settori, e del terremoto». La Cgil Abruzzo spalmerà la mobilitazione con un pacchetto di 16 ore di sciopero a disposizione. Prima tranche scattata in alcune fabbriche, come alla Denso e Sevel. Sciopero con presidio anche oggi in Val di Sangro. A Pescara, invece, nel pomeriggio la Cgil sarà in piazza Sacro Cuore a difesa dell’articolo 18. Anche Sel fa sapere che adererirà al presidio di Pescara.

Campo ai parlamentari «Aiutateci a portare le modifiche corrette»

PESCARA- La Uil chiama a raccolta i parlamentari abruzzesi, perchè facciano fronte comune per iniettare modifiche alla riforma del mercato del lavoro: mettere alcuni paletti all’articolo 18 anzitutto. «Sulla riforma, il nostro giudizio è sospeso: senza alcune precise modifiche sarà negativo», avverte Roberto Campo, segretario regionale Uil. Anche in una regione frammentata come l’Abruzzo, dove non ci sono solo piccole imprese già prima fuor di tutele da articolo 18, i timori della Uil si concentrano sul rischio-abusi di licenziamenti individuali per motivi economici. «Sui licenziamenti per ragioni disciplinari, il Governo è tornato sui suoi passi e ha accettato la richiesta sindacale di mantenere la doppia opzione: indennizzo o reintegro - premette Campo -. Non altrettanto per quelli per motivi economici. Ora tocca al Parlamento: chiederemo che votino alcune modifiche, come quella per evitare che i licenziamenti individuali per ragioni economiche possano essere utilizzati per mascherare licenziamenti discriminatori o disciplinari». La Uil scansa l’ipotesi di affidare il pressing a uno sciopero preventivo: «Stiamo invece chiedendo di incontrare tutti i parlamentari abruzzesi per illustrare loro le modifiche che riteniamo necessarie», spiega Campo. Positivo invece il giudizio della Uil sulle nuove regole per ridurre la precarietà. «Ma ci sono anche punti non chiari, soprattutto sui nuovi ammortizzatori sociali», aggiunge Campo.

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