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Pescara, 11/04/2026
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Data: 23/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sui licenziamenti economici si gioca la partita decisiva. Il governo assicura i sindacati: non tollereremo abusi

ROMA L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori occupa solo poco spazio nella estesa proposta di riforma del mercato del lavoro. Così il ministro, Elsa Fornero, come a dire che il nuovo impianto normativo è ben più robusto e degno di maggiore considerazione.
Vallo a spiegare ai sindacati che, invece, continuano a ritenere la legge 300 dello Statuto dei lavoratori un autentico pilastro sul piano delle tutele sociali. La revisione della norma, proposta dal governo, rappresenta l’autentico nodo da sciogliere, la Maginot lungo la quale combattere la battaglia decisiva. Vogliono in sintesi, le organizzazioni dei lavoratori, che sia il giudice a decidere per il reintegro o l’indennizzo nei licenziamenti di tipo economico. E’ questa la priorità delle priorità. «Se si modifica l’articolo 18 - sottolinea Camusso - si elimina lo strumento di deterrenza nei confronti delle imprese». Il premier ha garantito la massima attenzione nella stesura dell’articolato al fine di evitare possibili abusi, individuando situazione specifiche in cui l’intervento del magistrato più che possibile diventerà necessario. Ma le confederazioni non si fidano. Prima di pronunciarsi aspettano di vedere i testi definitivi, e intanto avvertono che non faranno sconti. La Cgil ha già annunciato lo sciopero generale, la Fiom è ormai in piazza da giorni.
Sindacato comunque ancora ad assetto variabile, nel senso che le posizioni, dopo il vertice di ieri, sono nuovamente cambiate: Cisl e Uil sono tornate a ricompattarsi sperando in un «ravvedimento» dell’esecutivo. Cgil e Ugl al momento non vedono, invece, passi in avanti. Restano sulle barricate. Imbarazzo nel Pd che vorrebbe evitare l’isolamento della confederazione di corso d’Italia, ma che allo stesso tempo non può bocciare Monti.
La regola aurea, quella dell’articolo 18, ancora in vigore stabilisce che il giudice dichiari inefficace il licenziamento o lo annulli se esso viene intimato dall’azienda senza che via sia una giusta causa o un giustificato motivo e ordina, di conseguenza, al datore di lavoro il reintegro nel posto.

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