Iscriviti OnLine
 

Pescara, 11/04/2026
Visitatore n. 753.021



Data: 23/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso le amministrative - Palermo, Orlando si candida e spacca il centrosinistra. Scontro Pd-Idv. Ferrandelli: così tradite le primarie

Oggi l’annuncio ufficiale, Di Pietro correrà come capolista

ROMA - A Palermo ormai ogni giorno spunta un candidato sindaco. Leoluca Orlando, presidente nazionale dell’Idv, si è auto-candidato ieri. La decisione verrà ufficializzata oggi durante una conferenza stampa, ha già al suo fianco alcuni partiti (Prc, Pdci, Verdi) e si parla dello stesso Antonio Di Pietro come capolista dell’Idv. Non ci sarà, invece, con Orlando, la Sel, il cui leader, Nichi Vendola, avrebbe già assicurato a Bersani che il suo partito, a Palermo, resterà al fianco del Pd. Il solo annuncio della discesa in campo di Orlando, però, ha già causato polemiche.
Walter Veltroni ha parlato, dai microfoni del Tg3, di «grave sbaglio», Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, ha invitato il Pd «a riflettere seriamente sul rapporto con l’Idv». E al quartier generale del Pd, il Nazareno, dove hanno lavorato giorni e settimane per cercare di ricomporre la pericolosa frattura che si era creata già nel post-primarie, sono su tutte le furie. Da giorni, l’ordine di scuderia è «forza Ferrandelli», il vincitore delle primarie. A tal punto che diversi leader (da Enrico Letta a D’Alema) avevano già prenotato i loro comizi elettorali al suo fianco. La candidatura di Leoluca Orlando nasce dal fatto che l’ex tre volte sindaco della città (prima alla fine degli anni ’80 con la Dc, in quella che venne detta la Primavera di Palermo e per due mandati dal ’93 al 2000) contesta apertamente, dal giorno della vittoria di Ferrandelli, l’esito di primarie su cui, da alcune settimane, indaga anche la procura di Palermo. Primarie che, però, pur contestate da ben due candidati su quattro (la Borsellino, seconda per pochi voti, e il rottamatore Davide Faraone), erano state decretate valide dai garanti del voto.
Peraltro Ferrandelli, che ieri ha attaccato Orlando dicendo che «la sua candidatura è una scorrettezza e l’atto di un prepotente», oltre che molto giovane, è pure molto bene appoggiato da quel pezzo di Pd siciliano che vuole continuare a sostenere, a differenza delle minoranze interne (bindiani e sinistra soprattutto), la giunta regionale guidata dal governatore, e leader dell’Mpa, Raffaele Lombardo. E, cioè, dal cosiddetto «asse Cracolici-Lumia», dai cognomi dei due big democrat siculi. I quali, se sul piano nazionale sono vicini in parte a Franceschini, in parte a Bersani e, in buona parte, stanno per conto proprio, in Sicilia hanno un solo, costante, obiettivo: rinsaldare l’alleanza con Lombardo. Senza i voti del Pd, del resto, Lombardo si sarebbe dovuto già, e da tempo, dimettere visto che l’Udc è uscita dalla sua giunta. Ferrandelli, però, è anche un ex consigliere comunale dell’Idv, con cui è in rotta, e un ex-pupillo proprio di Orlando. E Orlando, nella sua aperta e senza quartiere guerra a Lombardo e ai lombardiani del Pd ci ha messo e mette molto di personale. Ha accusato di brogli Ferrandelli e i suoi sostenitori, palesi e occulti: infatti, secondo Orlando, è stato direttamente Lombardo a far andare i suoi amici a votare Ferrandelli. Ora Orlando ha tratto il dado e si candida, spaccando il centrosinistra e costringendo la stessa Borsellino a rilasciare una dichiarazione amara in cui annuncia che non si candiderà più per nessun partito e che «le divisioni del centrosinistra sono un male». Ma i «casi» politici, a Palermo, coinvolgono tutti i partiti e spaccano tutte le alleanze.
L’Udc, infatti, ha stretto un inaspettato accordo con il Pdl rompendo l’alleanza del Terzo Polo e candidato un giovane e brillante dirigente del Coni, Massimo Costa. E Fli, in Sicilia rappresentata da Carmelo Briguglio, che ne è il coordinatore regionale, si è alleata con l’Mpa e l’Api e lanciato la candidatura di un altro giovane a sua volta, Alessandro Aricò, consigliere regionale di Fli all’Ars, l’Assemblea regionale sicula. Tanto per non farsi mancare nulla, i palermitani potranno scegliere, volendo, anche tra la candidata del movimento dei Forconi, Rossella Accardo, e quella del Pid, il mini-partito di Saverio Romano che, indispettito dall’accordo tra Pdl e Udc, lancia la candidatura di un’altra donna, e consigliera regionale a sua volta, Marianna Caronia.


www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it