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Pescara, 11/04/2026
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Data: 23/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Flop della giornata antismog, la gente se la prende con i vigili. Transenne dribblate e insulti: la cura si rivela una pillolina

La cura antitraffico si è rivelata una semplice pillolina. Ieri buona parte delle vie del centro sono state chiuse alle auto per cinque ore, dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 19, e su alcune arterie sono stati istituiti nuovi e provvisori sensi unici. L’obiettivo dichiarato dall’assessore al traffico Berardino Fiorilli era di «liberare la zona della città che quotidianamente viene attraversata da circa 120mila auto per abbattere la quantità di pm10 presenti nell’aria». Ma l’iniziativa, che dovrebbe replicarsi anche nei prossimi due giovedì, sembra aver fatto più male agli automobilisti di quanto bene abbia fatto all’ambiente. La scarsa informazione e la poca collaborazione di tutti coloro che non per scelta, ma molto spesso per ragioni di lavoro, devono percorrere le nostre strade, hanno reso l’operazione più complicata del previsto.
E a catalizzare le ire di tutti quei cittadini che poco o niente sapevano del provvedimento sono stati proprio quei 70 agenti della polizia municipale schierati sulle strade. «Sono in fila da cinque minuti - ironizza la signora Paola, a bordo della sua Peugeot rossa, indicando i due vigili all’ingresso di via Firenze - e non ho fatto altro che sentire gente inveirgli contro, perché è assurdo chiudere il centro di Pescara in un giorno feriale». Vigili sotto assedio anche in via Milite ignoto, dove l’ordinanza prevedeva dalle 9 l’istituzione del senso unico mare-monti, ma dove già alle 11 si circolava in entrambi i sensi di marcia, a causa, probabilmente, delle accese proteste dei cittadini e dei residenti della zona.
Meglio non è andata agli agenti di guardia all’ingresso delle tante traverse di lungomare Matteotti, dove puntualmente un automobilista su due si fermava davanti alle transenne con una scusa o una buona ragione pronta per pretendere una deroga. «Mia madre è anziana e malata, come faccio a riportarla a casa a piedi?». «Guardi che abito in via Regina Margherita, devo rientrare nel mio garage». «Lì c’è lo studio del mio medico, fatemi passare per favore». E così via. Per giusta causa l’eccezione è stata fatta, ma gli altri, invece, hanno aggirato i divieti, raggiungendo comunque le vie chiuse al traffico imboccandole dalle traverse e dalle viuzze limitrofe non pattugliate. E non sono stati pochi. Basti pensare che su viale Bovio, una delle arterie più sofferenti di mal’aria della città, alle 11 e 30 c’era un traffico paralizzante, non diverso da quello di un qualunque altro giorno della settimana. Se a questo si aggiunge anche il via vai di camion intenti nel carico e scarico presente su quasi tutte le vie teoricamente chiuse al traffico, in special modo via Venezia, è naturale pensare che qualcosa in questa cura anti smog sia andato storto.
I disagi maggiori, poi, si sono registrati proprio sulle vie di fuga della maxi isola pedonale. Lungomare Matteotti e via Ferrari sono state le più colpite: una lunga fila di auto incolonnate e traffico in tilt le hanno trasformate in vere e proprie camere a gas. Come se non bastasse, a rallentare la circolazione ci si sono messi anche gli operai del Comune, che ieri, proprio mentre mezza città era paralizzata, su una delle poche arterie libere, via Paolucci, occupavano parte della carreggiata per dei lavori di rifacimento della segnaletica orizzontale. «Questa misura è un inutile palliativo - sentenzia Confcommercio, impuntando alle scelte in materia di viabilità dell’amministrazione l’aumento dell’inquinamento a Pescara -, in quanto il problema delle micropolveri potrebbe essere risolto solo realizzando parcheggi in grado di accogliere le vetture costrette a girare a vuoto in cerca di posti auto». Cauto anche Fiorilli: «Solo quando avremo i dati delle centraline dell’Arta alla mano, potremo giudicare gli effetti della giornata sulle micro polveri».

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